Anziani maltrattati, inchiesta casa di riposo San Camillo: parlano i legali

Gli avvocati Giacomo Gallo e Marina Lombardo, difensori di fiducia di Giovanni Pietro Marchese e della San Camillo srl, hanno inviato una nota di precisazione in merito ai "presunti maltrattamenti degli ospiti della struttura"

Gli avvocati Giacomo Gallo e Marina Lombardo, difensori di fiducia di Giovanni Pietro Marchese e della San Camillo srl in relazione all’indagine della Procura di Catania in ordine a presunti maltrattamenti degli ospiti della struttura, precisano con una nota che la "San Camillo s.r.l. è una struttura privata che dall’anno 2011 ospita anziani in stato di autonomia e semiautonomia, non ha collegamenti o convenzioni né gode di sovvenzioni da parte di ordini religiosi o Enti pubblici. In relazione alle voci di una prossima chiusura della Casa di riposo appare, opportuno evidenziare che l'ordinanza del Gip applicativa della misura cautelare interdittiva ha ad oggetto esclusivamente l'esercizio dell'attività imprenditoriale da parte del dott. Marchese".

"La società San Camillo s.r.l, invece, non è mai stata destinataria di alcuna misura - precisano i legali - Anzi, il Gip ha espressamente rigettato la richiesta di sequestro della struttura. Pertanto, l'attività della Casa di Riposo San Camillo prosegue regolarmente sotto la guida del nuovo amministratore. Al contempo, l'attività professionale del dr. Marchese non è stata oggetto di alcun provvedimento dell'Autorità Giudiziaria. Appare, opportuno rassicurare l'opinione pubblica in relazione alle condizioni degli ospiti della struttura che, come riscontrato in un recente sopralluogo dagli organi inquirenti, versano in idonee condizioni di igiene e di alimentazione. Il personale della Casa di Riposo San Camillo srl riesce a garantire la serenità necessaria agli anziani nonostante il turbamento creato dal quotidiano assedio degli organi di stampa. Si ringraziano i familiari dei degenti che hanno espresso all'unisono la propria solidarietà alla struttura ed al suo direttore".

"Molti si sono offerti spontaneamente di rappresentare all'Autorità giudiziaria le reali condizioni di vita all'interno della Casa di riposo escludendo recisamente quanto oggetto dell'impianto accusatorio. Purtroppo, duole constare l'atteggiamento sparuti soggetti che, in cerca di notorietà, hanno trasferito il proprio congiunto inscenando teatrali uscite dalla struttura. In relazione ai fatti oggetto di indagine, si confida che gli approfondimenti istruttori in corso consentiranno di ridimensionare il teorema accusatorio e di acclarare la più completa estraneità del dr. Marchese alle accuse mosse - continua la nota - Possiamo affermare sin d'ora che dalla documentazione versata in atti risulta evidente che la struttura è stata costantemente monitorata da ditte specializzate che non hanno mai riscontrato la presenza di topi o insetti infestanti. Del pari, non sono mai stati registrati focolai di scabbia o altre infezioni similari".

"Come accertato dalle competenti Autorità i locali della struttura risultano adeguati sotto il profilo igienico-sanitario. In ragione di tali certezze, già in data 12 novembre 2020 è stato proposto Appello avverso l'Ordinanza applicativa della misura interdittiva con contestuale deposito di copiosa documentazione atta a confutare la ricostruzione accusatoria. Riponiamo la massima fiducia nell'operato della Magistratura, ribadendo che l'accertamento della verità è deputato solo alle sedi istituzionali e non al carosello mediatico messo in scena in questi giorni", concludono i legali.

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