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Apertura anno giudiziario, la protesta degli avvocati

I legali del foro etneo si sono alzati in piedi con la Costituzione e il codice di procedura penale per esprimere dissenso in merito alla riforma della prescrizione

E' stata caratterizzata dalla protesta da parte degli avvocati la cerimonia di inaugurazione dell'anno giudiziario alla Corte di Appello a Catania. La protesta, nasce dalla situazione "che si è venuta a determinare con i vuoti nell'organico dei magistrati in servizio al tribunale e del personale amministrativa e dal disagio dell'intera classe forense nei confronti della recente riforma sulla prescrizione". Avvocati del foro etneo si sono alzati in piedi con la Costituzione e i codici di procedura penale in mano mentre i colleghi di Siracusa, sono usciti dall'aula durante l'intervento del rappresentante del governo nazionale.

Sono stati snocciolati, nel corso della cerimonia, i numeri della giustiza etnea. In termini di giustizia penale, rilevante rimane il numero dei procedimenti che riguardano fatti di criminalità organizzata. "In particolare, l'attività di Cosa nostra nel distretto catanese non appare finalizzata a perseguire il monopolio dell'attività criminale di basso, mirando piuttosto alla gestione di attività economiche particolarmente redditizie ma di difficile individuazione". Lo ha detto il presidente della Corte d'Appello Giuseppe Meliadò.

"Tra queste - ha sottolineato il presidente della Corte d'Appello - la gestione legale tramite prestanome di esercizi commerciali, l'assegnazione di pubblici appalti, la gestione dei rifiuti, le scommesse, anche on line, con le conseguenti opportunità di ripulitura e di reinvestimento, anche su scala internazionale, dei capitali illecitamente perseguiti e una sistematica infiltrazione nel settore economico, che finisce per depotenziare ed escludere dal mercato l'iniziativa imprenditoriale sana. Non vengono trascurati i settori di tradizionale interesse come il traffico di stupefacenti su larga scala, le estorsioni e l'usura, strumenti mediante i quali si riafferma il controllo sul territorio e si ottengono risorse da destinare al mantenimento in carcere. Le operazioni investigative - ha detto il presidente - hanno portato all'applicazione di misure cautelari custodiali a carico di 570 persone indagate per delitti di associazione mafiosa, riciclaggio, intestazione fittizia di beni e al sequestro di 696 beni".

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