"Appalti, mettiamoci una firma", banchetto in piazza Stesicoro

Sono tre gli obiettivi politici per i quali la Cgil lancia una proposta di legge di iniziativa popolare in tema di appalti: tutelare il trattamento dei lavoratori, contrastare la concorrenza sleale, consolidare la "clausola sociale"

Sono tre gli obiettivi politici per i quali la Cgil lancia una proposta di legge di iniziativa popolare in tema di appalti: tutelare il trattamento dei lavoratori, contrastare la concorrenza sleale, consolidare la "clausola sociale".

E anche la Camera del lavoro di Catania in questi giorni sta facendo la sua parte concorrendo alla raccolta di firme che oggi, in tutta Italia giornata dell'iniziativa sindacale "Appalti: mettiamoci una firma sopra", 

Si è tenuta anche in Piazza Stesicoro, grazie all'allestimento di un apposito banchetto di raccolta. Il manifesto dell'iniziativa parla chiaro: "Il lavoro degli appalti è frammentario, faticoso e malretribuito. Ripristinare la responsabilità solidale vuol dire tutelare i diritti di lavoratrici e lavoratori che necessitano di maggiori garanzie di quelle che ad oggi dispongono". La segretaria confederale e responsabile del Dipartimento legalità, Pina Palella, ha spiegato che la proposta di legge punta ad affermare una tutela reale dei trattamenti dei lavoratori impiegati negli appalti pubblici e privati messi in discussione da almeno tre provvedimenti legislativi in questi ultimi 2 anni; portare un ulteriore contributo per il contrasto alle pratiche di concorrenza sleale tra le imprese, che non solo finiscono per ripercuotersi pesantemente sulle stesse condizioni di lavoro ma che perpetuano un quadro di riferimento della competitività fra le imprese caratterizzato dalla dominanza dei costi in alternativa alla qualità e alle capacità imprenditoriali; consolidare ed estendere la clausola sociale riferita al mantenimento del posto di lavoro in caso di cambio di appalto affermando che, laddove cambia di titolare dell'appalto ma si è in presenza della continuità del lavoro, è legittimo consolidare la continuità dei rapporti di lavoro in essere.

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"Chiediamo inoltre - continua la Palella- che venga garantito il livello minimo contrattuale per tutti i lavoratori, indipendentemente dai cambi di gare e dall'appalto al massimo ribasso". Per il segretario generale della Camera del lavoro di Catania, Giacomo Rota, "l'irregolarità negli appalti riguarda tutti i settori e dunque potenzialmente i lavoratori. Il Governo non affronta il problema, mentre il sindacato ha ben chiaro che fissare regole serie per gli appalti, significa fissarle a garanzia di tutti i cittadini e dei lavoratori stessi". Durante la raccolta di firme erano presenti anche un gruppo di lavoratori che hanno testimoniato direttamente la loro esperienza; tra questi anche Fortuna De Vivo, di Almaviva: "Siamo un call center in outsourcing, con un lavoro cioè che ci viene assegnato in appalto. Ciò significa che al momento in cui un committente reputa le nostre offerte non abbastanza competitive rispetto a quelle di altri competitors, ci viene tolta la commessa e dunque l'occupazione, così come è avvenuto nel caso di Wind. Se tutti i lavoratori sono consapevoli di questo? Purtroppo no, invece sarebbe bene che lo fossero. Ecco perché una raccolta firme è utile sia per ottenere il risultato in termini concreti, sia per informare cittadini e la base dei lavoratori". I banchetti si tengono nelle principali Camere del Lavoro della Cgil: Acireale, Adrano, Biancavilla, Giarre, Mascalucia, Misterbianco, Paternò.

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