Sventato sodalizio criminoso per "ripulire" un’azienda agricola, sei arresti

Sono stati fermati sull’autostrada A19. In manette sei uomini, arrivati nel comune madonita con due furgoni e un’auto civetta. Tra la refurtiva un escavatore e quindici mucche

Da Catania e Siracusa per rubare mezzi agricoli e mucche da un’azienda del Palermitano. I carabinieri hanno fermato e arrestato una banda composta da sei persone, responsabile del furto in un’attività di Polizzi Generosa, riuscendo a recuperare la refurtiva del valore di circa 50 mila euro. In manette il catanese Giovanni Messina (42 anni) e il fratello Salvatore (46), Stefano Breci (35) originario Augusta, Cristian Foti (29 anni) di Cesarò (Messina), Emanuele Basso Reale (25) e Sebastiano Busacca (18), questi ultimi originari di Vizzini. Erano arrivati nel comune madonita con due camion e un’auto civetta, per aprire la strada agli altri mezzi.

I militari della compagnia di Cefalù, con il supporto dei colleghi di Petralia Sottana e Caltavuturo, hanno ricevuto forse una soffiata su un furto ai danni dell’azienda agricola, posizionandosi nei paraggi per scrutare eventuali movimenti sospetti. E’ bastata un po’ di pazienza per vedere uscire, intorno alle ore 20.30, un’Alfa Romeo 147 e due mezzi pesanti, diretti verso l’autostrada Palermo-Catania in direzione del capoluogo etneo. Due gazzelle si sono messe all’inseguimento dell’auto che, una volta imboccata la A19, si era staccata dal convoglio così da poter segnalare l’eventuale presenza delle forze dell’ordine.

Le altre pattuglie dei carabinieri hanno seguito e fermato poco dopo due Iveco, all’altezza dello svincolo per Tremonzelli. "Una volta bloccati con ancora addosso tute da lavoro e guanti in lattice - spiegano dal Comando provinciale - i sei soggetti hanno ammesso subito le proprie responsabilità, senza riuscire a dare spiegazioni plausibili su ciò che stavano facendo". All’interno dei due autocarri sono stati trovati un escavatore Bobcat, con tanto di benna e rampe, quindici bovini di età adulta, diversi bidoni di gasolio per un totale di circa mille litri, una macchinna per spargere il concime e altri attrezzi agricoli.

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I sei malviventi, tutti con precedenti penali o di polizia, hanno passato la notte nel carcere "Cavallacci" di Termini Imerese, in attesa della convalida dell’arresto e del processo per direttissima, che si è concluso nella mattinata di sabato. Per loro, rimessi poi in libertà, l’autorità giudiziaria ha disposto la misura cautelare dell’obbligo di dimora nei comuni di residenza. L’intera refurtiva recuperata dai militari è stata riconosciuta e successivamente restituita al legittimo proprietario. 

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