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Operazione "Terra Mia": arrestato anche Domenico Proto, proprietario della Oikos

Tra i destinatari dei provvedimenti restrittivi anche il funzionario regionale dell'assessorato al Territorio e ambiente della Regione Sicilia Gianfranco Cannova. Le indagini hanno fatto emergere l'illecita attività del funzionario "che forniva i propri servizi a pagamento"

C'è anche l'imprenditore Domenico Proto, titolare della discarica "Oikos" di Motta Sant'Anastasia, tra gli arrestati di questa mattina durante l'operazione "Terra mia" condotta dalla polizia di Palermo nell'ambito dell'inchiesta sullo smaltimento di rifiuti.

Gli altri destinatari dei provvedimenti restrittivi sono il funzionario regionale dell'assessorato al Territorio e ambiente della Regione Sicilia Gianfranco Cannova, 58 anni, gli imprenditori Giuseppe Antonioli, novarese di 53 anni e gli agrigentini Calogero e Niccolò Sodano rispettivamente di 54 e 53 anni. Le indagini hanno fatto emergere l'illecita attività del funzionario regionale "che forniva i propri servizi 'a pagamento' anteponendo agli interessi pubblici mere logiche di guadagno e arricchimento personale".

L'indagine, iniziata nel 2011 e protrattasi per due anni, è stata condotta dagli agenti della Sezione "Reati contro la Pubblica Amministrazione" della Squadra Mobile di Palermo, con l'ausilio di quella agrigentina, e si e' sviluppata con intercettazioni telefoniche e ambientali nonchè riscontri esterni. Il funzionario regionale, secondo l'accusa, riceveva regalie e ingenti somme di denaro dai diversi imprenditori che attendevano dal suo ufficio le autorizzazioni amministrative per l'esercizio delle discariche e che si vedevano garantire una corsia preferenziale per le loro pratiche. Il funzionario, inoltre, avvertiva in anticipo le imprese dei controlli o le informava dek risultato di riunioni in assessorato.

L'indagine si è avvalsa del contributo investigativo del Noe dei carabinieri, competente in materia di reati ambientali e dei relativi profili tecnico-normativo.

E' infatti emerso che in alcuni casi grazie agli accordi corruttivi venivano conferiti in discarica rifiuti non sottoposti al trattamento obbligatorio durante i fermi impianti dovuti a guasti tecnici della discarica. In questi casi il gestore della discarica, non comunicando il fermo impianto alle autorita' competenti ed ai soggetti conferitori (Ato, Comuni) percepiva illegalmente degli introiti che non gli sarebbero stati dovuti a fronte del necessario stop dell'attivita'. In sole due settimane di fermo impianto, grazie al funzionario infedele, l'imprenditore catanese coinvolto nell'inchiesta sarebbe riuscito a guadagnare circa 700 mila euro, che avrebbe perso.

Tra i benefit di cui godeva il funzionario, soggiorni gratis in prestigiose strutture alberghiere per se' e la sua famiglia, l'uso di un'autovettura a nolo, ma anche prestazioni sessuali di prostitute.  

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