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Arrestato un funzionario dell'Ente pubblico I.P.A.B. per peculato e truffa

Le Fiamme Gialle hanno arrestato il segretario degli Istituti Femminili Riuniti Provvidenza e S. M. Del Lume (I.P.A.B.) di Catania, sede di C.so Indipendenza. I reati sono: peculato, truffa aggravata ai danni dello Stato e continuata ai danni dell' Ente

Le Fiamme Gialle del Gruppo di Catania, a seguito di ordinanza di custodia cautelare personale emessa dal G.I.P. del Tribunale del capoluogo etneo, hanno tratto in arresto I.D.L. (nato a Catania il 20.04.1954), segretario degli Istituti Femminili Riuniti Provvidenza e S. M. Del Lume (I.P.A.B.) di Catania, sede di C.so Indipendenza, per i reati di peculato, truffa aggravata ai danni dello Stato e truffa continuata ai danni dello stesso Ente.

Il provvedimento restrittivo scaturisce dall’attività d’indagine esperita su delega della locale Procura della Repubblica, nell’ambito della quale è stato possibile accertare che l'uomo, quale segretario ed economo dell’IPAB (Ente di diritto pubblico di assistenza e beneficenza), nonché quale responsabile di altri Enti privati collegati, avendo la piena disponibilità per ragioni d’ufficio della gestione del patrimonio dell’ente si è appropriato indebitamente di ingenti somme di denaro nel periodo dal 2006 al 2010, tramite operazioni di bonifico bancario emesse a suo favore senza provvedimenti autorizzativi e documentazione attestante le spese sostenute nonché false fatturazioni per acquisti fittizi di beni e servizi occorrenti all’Ente.

I.D.L., sempre nell’ambito della “infedele” e “privatistica” gestione, con lo scopo di ottenere altri profitti illeciti legati a un finanziamento pubblico pari a 240.000 Euro elargito all’IPAB dalla Comunità Europea e dalla Regione Sicilia per la realizzazione di un impianto fotovoltaico, presentava all’Ente Regionale false dichiarazioni liberatorie attestanti l’avvenuto pagamento delle fatture per la realizzazione dell’impianto stesso, realizzato in maniera difforme rispetto ai criteri stabiliti dalla legge.

Inoltre, l’indagato si rendeva responsabile del reato di truffa ai danni sempre dello stesso Ente in quanto, con artifizi e raggiri, consistenti nell’indicazione di “voci oscure” all’interno delle buste paga prodotte, attribuiva indebitamente a se stesso somme di denaro sottratte all’Ente, le cui voci tra l’altro non venivano inserite negli imponibili previdenziali e quindi non erano soggette a tassazione.

Nell’ambito dell’operazione venivano sottoposti, quindi, a sequestro diversi beni immobili, auto e motoveicoli nonché denaro a lui riconducibili quali, “in primis”, lo stabilimento balneare Fondazione Santa Maria del Lume insistente sul lungomare “la playa” di Catania.


 

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