I due catanesi arrestati al G20 sono ancora in carcere, il legale: "In Italia sarebbero fuori"

Il centro sociale "Liotru"ha organizzato un sit-in davanti alla Prefettura di Catania per chiedere la loro liberazione immediata

foto archivio

Sono ancora in carcere i due catanesi arrestati durante gli scontri del G20 di Amburgo, Alessandro Rapisarda e Orazio Sciuto. "Ci troviamo di fronte ad un sistema complessivo delle misure cautelari incomprensibile per il nostro ordinamento. Questo ragazzo si ritrova ristretto da ormai 10 giorni con l'accusa di tentativo di lesioni. Questo è quello che ci dicono i legali tedeschi. Rapisarda è un ragazzo incensurato con una condotta di vita irreprensibile. In Italia, a fronte di quel tipo di contestazione, non sarebbe mai stata applicata una misura cautelare restrittiva come il carcere e probabilmente neanche i domiciliari''.

A parlare è l'avvocato Pierpaolo Montalto, legale di Alessandro Rapisarda, uno dei due giovani di Catania fermati insieme ad altri quattro italiani dalle autorità tedesche durante il G20 di Amburgo. Lui e Sciuto fanno parte del Centro Sociale "Liotru", che ha organizzato un sit-in davanti alla Prefettura di Catania per chiedere la loro liberazione immediata, affiggendo anche tazebao per le vie della città. ''L'accusa - continua il legale - è anche difficile da raccontare per le modalità di condotta e di accertamento che mi hanno descritto dalla Germania: sostanzialmente, addosso ad un poliziotto sarebbe arrivata una bottiglia, che è rimbalzata sul suo giubbino di protezione, bottiglia che non ha procurato né lesioni a persone, né danni a cose. La polizia tedesca si è guardata in giro per vedere chi avesse potuto lanciarla. Nessuno è stato visto, è stato visto semplicemente Alessandro che usciva da un bar. Il collegamento bar - bottiglia è l'elemento sul quale un ragazzo assolutamente incensurato viene trattenuto in stato di arresto da 10 giorni".

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