Ergastolano del clan Pillera trasferito in carcere: era a casa per il Coronavirus

Negli anni 90 Agatino Foti è stato protagonista nella faida tra gruppi criminali catanesi, da cui sono scaturiti una moltitudine di omicidi, alcuni ritenuti eccellenti

La polizia di Stato ha tratto in arresto Agatino Foti, pluripregiudicato ergastolano, destinatario di un ordine di carcerazione scaturito a seguito della revoca dell’ammissione provvisoria alla misura alternativa della detenzione domiciliare dalla procura etnea. Foti deve espiare la pena dell’ergastolo per i reati di associazione a delinquere di stampo mafioso e omicidio aggravato in concorso, era detenuto presso il carcere di massima sicurezza di Palmi ed era stato scarcerato il 20 aprile scorso a seguito dell’emergenza Coronavirus con un provvedimento del magistrato di sorveglianza di Reggio Calabria che gli aveva concesso la detenzione domiciliare, in considerazione delle patologie non compatibili con il regime carcerario. Il provvedimento restrittivo è stato eseguito dagli investigatori della squadra mobile ed è relativo alla condanna definitiva all’ergastolo per i reati di associazione per delinquere di stampo mafioso, tentato omicidio e omicidio in concorso.

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Foti, all’epoca dei fatti contestati, risultava inserito nel clan mafioso “Cappello-Pillera”. Il suo curriculum criminale annovera sentenze di condanna per diversi reati, quali rapina aggravata, detenzione di armi, furto e ricettazione. Negli anni 90 è stato protagonista nella faida tra gruppi criminali catanesi, da cui sono scaturiti una moltitudine di omicidi, alcuni ritenuti eccellenti. L’ergastolano è stato rintracciato presso la propria abitazione dagli agenti della sezione criminalità organizzata - squadra catturandi. Espletate le formalità, è stato associato presso la casa circondariale di Catania, da per poi essere trasferito in una struttura di massima sicurezza.

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