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Truffava le vittime promettendo di guarirle dal "maligno", in manette mago catanese

Un 40enne catanese esercitava la "professione" di mago guaritore in Calabria, truffando alcune persone fragili insieme alla moglie. Avrebbe contribuito anche alla morte di un disabile, facendogli sospendere le cure mediche

I carabinieri della compagnia di Reggio Calabria hanno eseguito un'ordinanza di applicazione di misura cautelare in carcere emessa dal gip del tribunale di Palmi, Barbara Borelli, su richiesta del sostituto procuratore Giorgio Panucci della procura della Repubblica di Palmi (Reggio Calabria), diretta dal Procuratore Giuseppe Casciaro, nei confronti di un 40enne. Eseguita anche la misura cautelare degli arresti domiciliari nei confronti della moglie, 37enne. I due coniugi sono ritenuti responsabili, in concorso, del reato di ricettazione mentre il 40enne anche per altri gravi reati quali omicidio colposo, morte come conseguenza di altro delitto, violenza sessuale, circonvenzione di persona incapace, detenzione abusiva di armi e truffa aggravata. Il provvedimento giunge al termine di indagini iniziate nel gennaio 2019.

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Il commento del Maggiore Cristian Tedeschi, comandante della compagnia dei carabinieri di Reggio Calabria 

Durante un servizio di controllo del territorio, gli uomini dell'arma intervennero all'interno di un ufficio postale del capoluogo reggino, allertati da una segnalazione giunta al 112 da parte del direttore della filiale, al quale aveva destato preoccupazione un atteggiamento alquanto "ambiguo" da parte di un avventore e di una donna, che invece era rimasta al di fuori dell'esercizio commerciale. I sospetti non si erano mostrati infondati, in quanto, dalla perquisizione personale e domiciliare, presso l'abitazione dei due, rivelatisi poi marito e moglie, i militari avevano rinvenuto e sequestrato vari monili in oro, due cartucce per armi da fuoco e una cospicua somma di denaro. Da successivi accertamenti è emerso il giro d'affari in cui erano coinvolti: una coppia di abili truffatori in cerca di poveri malcapitati a cui promettere la "miracolosa" risoluzione di problemi di carattere sentimentale o di salute in cambio di soldi. L'uomo in particolare, anche mediante la diffusione di locandine, si proclamava fantomatico mago e guaritore proponendosi di risolvere i problemi di coloro che erano in cerca di un'ultima speranza.

Il modus operandi era sempre lo stesso. Il mago, approfittando della fragilità e della vulnerabilità delle sue vittime, convinte di essere colpite da negatività o sfortune, e facendo leva su una delle tradizioni popolari più radicate, con amuleti e talismani portafortuna venduti a peso d'oro procedeva all' incantesimo con la promessa di sconfiggere il "maligno". In alcuni casi, vantando poteri soprannaturali, decantava di riuscire a curare una malattia o riconquistare il partner perduto. Durante la celebrazione di alcuni di tali riti esoterici, il millantatore è riuscito anche ad abbindolare tre donne che si erano rivolte a lui per riconquistare la propria anima gemella e violentarle. I militari della compagnia di Reggio Calabria, hanno poi scoperto una realtà ancora più aberrante: il fantomatico mago, è riuscito addirittura a ricercare e conquistare una forte empatia da parte di una persona affetta da infermità mentale e deficienza psichica. La vittima è stata raggirata a tal punto da farsi consegnare mensilmente l'intero importo della pensione d'invalidità, ingenerando nel povero sfortunato un forte stato di sudditanza e influenza tale da indurlo perfino a sospendere la cura farmacologica cui era sottoposto presso l'ospedale di Polistena, e a rifiutare di sottoporsi a un importante intervento chirurgico, al punto da perdere la vita.

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