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Lunedì, 30 Gennaio 2023
Cronaca

Il superlatitante arrestato, i retroscena e la risposta ai carabinieri: "Sono Matteo Messina Denaro"

Gli inquirenti hanno appreso 3 giorni fa che stamattina aveva un appuntamento per sottoporsi a delle cure oncologiche. Era stato operato alla Maddalena a maggio scorso e utilizzava documenti falsi, a nome di Andrea Bonafede. Nessuno, né pazienti, né medici o infermieri in questi mesi lo ha mai riconosciuto. Arrestato anche l'uomo che era con lui

Nessuna soffiata, nessun confidente. L'arresto del superlatitante Matteo Messina Denaro avvenuto stamattina alla clinica Maddalena sarebbe solo il frutto di anni di indagini, culminate tre giorni fa nella notizia che oggi, lunedì 16 gennaio, alle 8 aveva un appuntamento per sottoporsi a delle cure oncologiche. Il boss utilizzava documenti falsi, a nome di Andrea Bonafede, e quando stamattina i carabinieri lo hanno avvicinato gli hanno chiesto proprio questo: "Lei è il signor Bonafede?" e l'ultimo dei Corleonesi ha risposto soltanto: "No, sono Matteo Messina Denaro".

In base alle prime notizie, Messina Denaro sarebbe stato operato nella clinica a maggio dell'anno scorso e poi sarebbe andato più volte nella struttura per sottoporsi alle cure. Nessuno - e questo è un filone che certamente sarà percorso adesso dagli inquirenti - lo ha mai riconosciuto. Né pazienti né tantomeno medici o infermieri. Il nome falso utilizzato dal boss stragista era peraltro già emerso da alcune indagini.

L'uscita del boss dalla clinica | Video

Assieme a Messina Denaro - che è stato condotto in una località segreta - è stato arrestato anche l'uomo che era con lui, Giovanni Luppino, di Campobello di Mazara, che è accusato di favoreggiamento. Per il momento non trapela nulla sul posto in cui il boss ha trascorso la sua latitanza, ma molti particolari saranno rivelati in una conferenza stampa che si terrà alle 17.

Paolo Guido, chi è il pm lontano dai riflettori che ha catturato il superlatitante

Il procuratore Maurizio De Lucia e l'aggiunto Paolo Guido che coordinano l'inchiesta non sarebbero rimasti sorpresi di individuare il latitante in una struttura ospedaliera, perché era noto che fosse malato. Ma la Maddalena, per le cure di alto livello che offre, è frequentata anche da tantissimi professionisti, magistrati, appartenenti alle forze dell'ordine. Tuttavina nessuno si è mai accorto della presenza del "fantasma" di Cosa nostra.

Lacrime e abbracci dopo l'arresto | Video

Solo tre giorni fa gli investigatori hanno avuto la conferma che cercavano: alle 8 di oggi "Andrea Bonafede" aveva fissato un appuntamento nella clinica di San Lorenzo per sottoporsi a nuove cure in day hospital. Il blitz del Ros dei carabinieri, con l'apporto del Gis, è stato organizzato quindi nei minimi dettagli.

Stamattina, come gli inquirenti si aspettavano, Messina Denaro si è presentato in clinica, ha fatto l'accettazione e poi, però, anziché salire al settimo piano per la visita, come previsto, è andato verso l'uscita. E' qui che è stato avvicinato dai militari che gli hanno chiesto se fosse "il signor Bonafede" e che lui, senza opporre nessuna resistenza, ha invece confermato la sua vera identità. L'intervento del Gis, simile a quelli che si vedono nei film, ha seminato il panico all'interno della struttura ospedaliera. Una paura che, appresa la notizia della cattura della primula rossa di Cosa nostra, ha lasciato spazio ad applausi per le forze dell'ordine e a un senso di enorme felicità.

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