Arresto Morosoli, parla l'ex direttore di UltimaTv: "Ora capisco tante cose"

Intervistato da CataniaToday, il giornalista Umberto Teghini spiega di essere stato brutalmente allontanato dalla televisione che ha contribuito a creare, solo dopo "dieci mesi dall'inizio delle trasmissioni", e "senza un motivo chiaro"

Il patron di UltimaTv Francesco Russo Morosoli è stato arrestato questa mattina. La procura della Repubblica di Catania contesta al 41enne - figlio del fondatore di Funivia dell'Etna Gioacchino Russo Morosoli, scomparso tragicamente nel 2013 - una serie di reati corruttivi che riguardano la gestione dei trasporti turistici nelle aree sommitali dell'Etna. Ma non solo. I magistrati inquirenti puntano i riflettori anche sulla gestione della televisione del gruppo, ipotizzando in capo a Morosoli il reato di estorsione nei confronti di alcuni dipendenti dell'emittente catanese.

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Per capire meglio i dettagli della vicenda il capitano della Guardia di Finanza di Riposto Marco Burcheri, titolare dell'intera inchiesta, ha spiegato alla nostra redazione che ad essere stati interessati da questi comportamenti sono stati "i giornalisti" della televisione di Morosoli. "Stiamo parlando di alcuni episodi che riguardano il comparto giornalistico di UltimaTv - spiega  - A loro Morosoli ha paventato l'ipotesi del mancato rinnovo del contratto, fatto poi realmente avvenuto in alcuni casi". Un quadro che mette in luce comportamenti che, se confermati, descriverebbero alcune intromissioni dell'editore nel lavoro dei professionisti, seguite dalla 'scure' di un mancato rinnovo. Un meccanismo che, in un mercato del lavoro altamente precarizzato come quello giornalistico, equivale sostanzialmente al licenziamento.

A dare una chiave di lettura più chiara è proprio Umberto Teghini, fondatore nonché ex direttore di rete, televisivo ed artistico dell'emittente etnea. Intervistato da CataniaToday, il giornalista spiega di essere stato brutalmente allontanato dalla televisione che ha contribuito a creare, solo dopo "dieci mesi dall'inizio delle trasmissioni", e "senza un motivo chiaro". "Alla luce dei fatti di questa mattina - spiega Teghini - Mi sento truffato ed utilizzato da questa persona. Oggi capisco cos'è successo. Un anno e mezzo fa ho lasciato un posto a tempo indeterminato come vice-capo servizio all'interno del quotidiano La Sicilia, scommettendo tutto nella nascita di Ultima. Una realtà che ho creato io: sono stato io a indicare i tecnici, i giornalisti, il know how, tutta la parte tecnica". "Oggi ho un quadro più chiaro - aggiunge - riesco a scorgere un mosaico un po' più completo". 

"Non mi è mai stato detto il motivo per il quale non sono stato confermato direttore dopo che ho fondato UltimaTv. Non ho mai avuto la possibilità di parlare con Russo Morosoli, mi è sempre stata negata, pensate - continua il giornalista - che ho saputo della sua decisione tramite i suoi avvocati. Il suo legale mi ha semplicemente detto 'l'amore è finito'". "Chi è uscito con me da quella avventura, evidentemente, può ben dire di averlo fatto a testa alta", aggiunge. Per quanto riguarda le ipotesi di "estorsioni", avanzate dalla procura, Teghini spiega: "Non so bene di cosa si parli, con me non ci sono mai stati problemi del genere, forse sono questioni che riguardano altri ragazzi, ma non ho davvero idea, io sono sempre stato pagato regolarmente".

L'ex direttore aiuta inoltre a chiarire i rapporti tra l'editore, oggi ai domiciliari, e la redazione. "Non ci sono mai stati problemi grossi con la linea editoriale, però certo forse inizialmente ho dato fastidio a qualcuno, e lui ha cercato di richiamarmi per questioni che riguardavano la città. Io sono difficile da gestire - riflette Teghini - Sono cresciuto all'ombra di grandi professionisti come Domenico Barbuto, gente che sapeva fare il proprio mestiere, difficilmente manovrabile". "Sicuramente lui aveva un atteggiamento un po' equivoco con la redazione. Teneva tutti quanti con il fiato in sospeso fino alla scadenza del contratto e quindi tutti stavano male, perché non sapevano mai realmente il loro destino". "Non si sapeva a chi rinnovava e a chi no - conferma Teghini - per questo c'era tensione".

Una nota amareggiata, infine, l'ex direttore la riserva ai suoi ex colleghi. "Loro sono stati i primi a tradirmi - conclude - Hanno avuto un ruolo nel non farmi capire l'imboscata che mi stavano facendo. Io sono stato tradito dalla redazione, perché era già tutto previsto. Credo che ci fosse un piano per fare fuori me e le persone più vicino a me, compreso mio figlio".

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