Asec, è guerra sulla revoca del presidente della partecipata

Francesca Garigliano, ex presidente dell'Asec, ha spiegato di aver ricevuto una revoca illegittima. "Spettacolo inutile", rispondono gli uomini di Bianco. E Forza Italia attacca: "Sindaco aggrappato al potere"

La vicenda legata alla revoca di Francesca Garigliano dalla presidenza dell'Asec - la società che si occupa di erogare il gas in città - riapre il vaso di Pandora delle partecipate del Comune di Catania. Un argomento sul quale, da sempre, grava una cortina di opacità fatta di bilanci poco trasparenti e gestione degli incarichi da manuale Cencelli. Le diverse amministrazioni, non di certo soltanto quella guidata da Enzo Bianco, hanno infatti inteso i vertici di queste società come sostanziali posti di sottogoverno, da affidare non a tecnici qualificati - o non solo - ma anche a professionisti vicini al mondo della politica.

Le dichiarazioni di Francesca Garigliano

Ma, nel dettaglio, quella dell'Asec è la storia di una procedura di revoca che - secondo le parole dell'ex presidente del Cda - sarebbe avvenuta "al di fuori della legge" e del rinnovo di un contratto, quello del Direttore generale della partecipata Giovanna D'Ippolito, "fatto senza selezione pubblica".  "La comunicazione di avvio di procedimento di revoca che abbiamo ricevuto è priva dei requisiti giuridici - spiega Garigliano a CataniaToday - La nota è firmata da un funzionario, il Rup, che non potrebbe firmare in quanto in conflitto di interessi con la sua posizione all'interno del Cda di Asec Spa". "Ruolo che svolgeva già nel marzo del 2015 - continua Garigliano -  quando veniva rinnovato il contratto del Direttore generale di Asec Spa, senza che però si espletasse prima la selezione pubblica prevista per legge".

"Quel contratto - spiega ancora l'ex presidente - scadeva il 31 marzo del 2018. Ad ottobre del 2017 il cda di Asec convoca in assemblea dei soci per segnalare che in sei mesi il contratto del Direttore generale sarebbe scaduto e per chiedere l’autorizzazione al Comune a procedere con un nuovo bando per il rinnovo la selezione pubblica secondo la legge. Ma - aggiunge - L’autorizzazione ci è stata negata affermando che era necessario prima approvare il nuovo statuto di Asec".

"Lo statuto - continua - sebbene io lo abbia più volte per iscritto sollecitato non è mai stato approvato. Ho scritto in tal senso il 19 ottobre del 2017 e ho convocato una assemblea il 3 gennaio del 2018. Ho scritto ancora al Direttore Generale del Comune per segnalare ancora che il contratto in questione sarebbe scaduto e che quello che avevamo in essere era già stato prorogato senza selezione pubblica nel 2015 contro il parere dell’avvocatura comunale". "Scrivo di nuovo il 30 gennaio  sullo stesso argomento . Scrivo anche al Sindaco il 2 marzo 2018 ma non accade niente".

Dopo le continue richieste di ascolto, stando alle parole di Garigliano, il Comune avrebbe chiesto un'ulteriore proroga per la dirigente D'Ippolito. "Il 14 marzo l’amministrazione ci chiede di prorogare nuovamente il contratto in essere - conclude Garigliano - Noi forniamo all’amministrazione il parere dell’avvocato Spadaro che spiega che non si può prorogare senza indire una selezione pubblica (mai autorizzata) e che comunque non si può prorogare un contratto già rinnovato senza selezione pubblica e quindi contra legem. Per tutta risposta ci arriva la revoca del mio mandato". 

La nota di Con Bianco per Catania

A rispondere indirettamente alle accuse di Garigliano è la vicepresidente di circoscrizione Maria Grazia Felicioli, che non usa toni leggeri. "Se a pensar male si fa peccato ma si indovina, la lettura della conferenza stampa in cui la presidente di Asec spa ha scoperto d'improvviso tutti i problemi dell'azienda che ha guidato per due anni risulta facile - scrive la consigliera in una nota -  Specie se è vera la notizia della sua recente partecipazione a una manifestazione elettorale di Salvo Pogliese". "Non possiamo dunque apprezzare i toni da show utilizzati dalla Presidente Garigliano - continua - le parole che un dirigente pubblico nell'esercizio delle proprie funzioni non dovrebbe mai utilizzare. E dispiace che nella bagarre siano intervenuti parenti per aggredire uno dei componenti del Cda. Insomma, uno spettacolo poco edificante e inutile: se non aveva fiducia nel socio Comune, la Presidente Garigliano avrebbe tranquillamente potuto dimettersi. Se non lo ha fatto e ha scelto la strada dello show, è legittimo pensare che non avesse a cuore il bene di Asec spa o il futuro dei lavoratori, ma piuttosto che il suo fosse un banale fine elettorale".

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L'attacco di Forza Italia

A rincarare la dose ci pensa anche Pippo Arcidiacono, coordinatore catanese di Forza Italia. "Quanto emerso oggi dalle dichiarazioni di Francesca Garigliano, presidente dell'Asec, è davvero sconfortante. È ormai chiaro come la gestione del potere amministrativo a Catania sia ormai unicamente intrepretata da Enzo Bianco a esclusivi fini di conservazione del potere stesso. Se un tempo si poteva ancora benevolmente parlare di pasticcioni alle leve di comando, ormai è palese come vi sia un piano scientifico per consegnare le società partecipate più strategiche e importanti a chi in un dato momento garantisce al sindaco, in caduta libera nei sondaggi, l'agognato appoggio. Va da sé che i catanesi a breve spazzeranno via col voto simili giochi".

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