Asili nido: bambini, famiglie e lavoratori in corteo per una riforma più equa

Due slogan sono stati ripetuti incessantemente durante la manifestazione "Enzo Bianco ci ha ingannato, l'asilo nido va salvato" e "No agli asili nido a peso d'oro. Diritto all'asilo, diritto al lavoro". All'arrivo in piazza Duomo sono state consegnate al Municipio più di 1000 firme raccolte in pochi giorni

Più di 200 persone hanno aderito al corteo che questa mattina, domenica 24 novembre, ha percorso la via Etnea per raggiungere il municipio in Piazza Duomo. Molti genitori, bambini e lavoratrici degli asili hanno sfilato insieme ai militanti di Catania Bene Comune e di altre associazioni, attirando l'attenzione dei catanesi che passeggiavano in via Etnea. Due slogan sono stati ripetuti incessantemente durante la manifestazione “Enzo Bianco ci ha ingannato, l'asilo nido va salvato” e “No agli asili nido a peso d'oro. Diritto all'asilo, diritto al lavoro”.

All'arrivo in piazza Duomo sono state consegnate al Municipio più di 1000 firme raccolte in pochi giorni dentro gli asili e in città a sostegno delle proposte sugli asili nido lanciate dai comitati e da Catania Bene Comune all'amministrazione comunale: garantire la continuità nell'apertura degli asili, rimodulare le fasce di reddito utili alla contribuzione in maniera equa prevedendo una fascia di esenzione o semi-esenzione dal pagamento per i redditi più bassi, garantire il lavoro dei dipendenti pubblici e privati degli asili a partire dal pagamento degli stipendi arretrati.

I manifestanti hanno spiegato che gli asili nido sono tutt'altro che salvi e il servizio, sulla base della proposta approvata in Giunta, non sarà garantito alle famiglie con redditi bassi. "Chi prima era esente dal pagamento, o con un reddito inferiore ai mille euro al mese pagava al massimo 40 euro, domani sarà costretto a pagare 155 euro al mese - spiega Catania Bene Comune - Solo se sarà fortunato ne potrà pagare 75, ma su 400 aventi diritto solo in 140 potranno usufruire dello sconto che comunque rappresenta un aumento enorme rispetto agli importi pagati fino ad oggi. Per il tempo pieno la situazione si aggrava e le rette raggiungono i 260 euro per tutti e 195 euro per i 120 fortunati che avranno lo sconto, un aumento rispettivamente del 1100% o dell'800% per chi prima con un reddito fino ai 1000 euro mensili pagava dai 24 ai 66 euro al mese. Oltre ad essere iniqua ed escludente tale proposta ridurrà sensibilmente l'utenza degli asili portando progressivamente alla loro chiusura. L'altra proposta dell'Assessore Trojano di dirottare i bambini con redditi bassi, solo 70, verso un servizio gratuito alternativo agli asili nido finanziato dalla Legge 285 è stata ritenuta inaccettabile. I manifestanti hanno spiegato che tale proposta ha l'intento di ghettizzare le famiglie meno abbienti garantendo il servizio degli asili nido solo a chi può permetterselo: una proposta indecente che stravolge il ruolo del pubblico e dei servizi sociali".

La manifestazione ha anche lanciato una proposta all'amministrazione comunale. Per garantire una fascia di esenzione dal contributo per 115 bambini per mezza giornata e per 50 bambini per il tempo pieno occorrono 325 mila euro l'anno. Una cifra che permetterebbe anche il rispetto dei vincoli finanziari accettati dalla Giunta Bianco. Tale somma può provenire da finanziamenti europei, progetti, contributi regionali ma anche dal risparmio dell'amministrazione. Esistono tante spese necessarie e non riducibili ma esistono anche regalie che vanno razionalizzate: la precedente amministrazione, per fare un esempio, con un atto che ha già sollevato polemiche e profili di illegittimità ha siglato un accordo bonario con la Società Parcheggio Europa SPA di Virlinzi attraverso il quale, non si capisce bene per quale ragione, il Comune si impegna a pagare 325 mila euro l'anno per 23 anni alla Società privata. Se tale accordo venisse revocato si libererebbero le risorse necessarie.

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I manifestanti si sono infine dati appuntamento al prossimo Consiglio Comunale che discuterà la proposta, non ancora in calendario. Hanno dichiarato di non avere intenzione di cedere ai ricatti dell'amministrazione e non permetteranno che la riforma degli asili venga approvata se non saranno apportate consistenti modifiche che vadano verso un sistema equo e di qualità.

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