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Servizi sociali, Ianniti: “La riforma è fallita, sette asili occupati, Trojano si dimetta”

Gli asili resteranno occupati a oltranza ma verrà assicurato il servizio per non arrecare ulteriore disagio alle bambine e ai bambini. Catania Bene Comune e le lavoratrici chiedono inoltre che venga fatta chiarezza sull'utilizzo dei fondi PAC

Ieri mattina si è svolta presso la sede di Catania Bene Comune la conferenza stampa sulla situazione degli asili nido a Catania.

Durante l’incontro è stata annunciata l'occupazione di 7 asili nido (quelli di via Calipso, via Galermo, Monte Po', viale Tirreno, via Forlanini, via Cannizzaro e via Acquicella) e l'assemblea permanente nei restanti 7.

Gli asili resteranno occupati a oltranza ma verrà assicurato il servizio per non arrecare ulteriore disagio alle bambine e ai bambini.
“Le lavoratrici – ha dichiarato la portavoce Giusy Mavilla - hanno proclamato lo stato di occupazione per attirare l'attenzione dell'amministrazione comunale e dell'opinione pubblica sulla situazione di emergenza che stanno vivendo gli asili nido e chi vi lavora. Non ci sono bambini iscritti a causa delle rette troppo alte – ha denunciato Giusy Mavilla - e le lavoratrici ausiliarie non percepiscono stipendio da ottobre pur non avendo mai smesso di lavorare con passione per garantire un servizio di assoluta qualità”.

La nostra protesta in difesa del posto di lavoro e per il pagamento degli stipendi arretrati - ha concluso la portavoce delle lavoratrici – non può essere separata da quella per un abbassamento delle rette, per l'ingresso di nuovi bambini e per il salvataggio degli asili. Siamo consapevoli che lavoriamo in funzione dei bambini iscritti. Con rette così alte e quindi con pochi bambini non vi sarà nessuna garanzia per il nostro futuro occupazionale”.

In conferenza stampa sono stati presentati i numeri esatti, verificati asilo per asilo, dei bambini che stanno attualmente frequentando le strutture e stanno pagando le rette: 269 bambini divisi in 14 asili contro i 740 previsti e annunciati dal Sindaco Enzo Bianco e dall'Assessore ai servizi sociali Fiorentino Trojano durante l'inaugurazione del servizio asili nido lo scorso 9 gennaio. Un numero scandalosamente lontano dagli obiettivi annunciati dall'Assessore che rischia di far collassare l'intero servizio asili nido.

“Siamo di fronte – ha dichiarato Matteo Iannitti di Catania Bene Comune – al totale fallimento della riforma degli asili nido adottata dalla Giunta Bianco, redatta dall'Assessore Trojano e approvata dal consiglio comunale. Le rette troppo alte hanno svuotato gli asili nido, stanno privando centinaia di famiglie catanesi di un diritto fondamentale e stanno mettendo in pericolo decine di posti di lavoro. Lo scorso autunno – ha proseguito Matteo Iannitti – abbiamo lanciato l'allarme e abbiamo denunciato l'insostenibilità del progetto dell'Assessore Trojano. Siamo stati tuttavia liquidati come uccelli del malaugurio dall'amministrazione; i nodi però sono venuti al pettine e ora è arrivato il momento di agire. L'amministrazione ha il dovere di smettere di mentire sulla reale condizione del servizio”.

“La crisi degli asili nido – ha dichiarato Pasqualino Cacciola di Catania Bene Comune – è inserita dentro un disinvestimento complessivo dai servizi sociali a Catania. Siamo attaccati al cappio di un rigore finanziario che sta distruggendo il welfare municipale e sta lasciando all'abbandono le persone più in difficoltà. Lanceremo una campagna per far prendere all'amministrazione comunale una posizione netta contro le politiche di Austerity portate avanti dal Governo nazionale e regionale”.

Catania Bene Comune e le lavoratrici degli asili nido prendendo atto dell'operato fallimentare dell'Assessore ai servizi sociali Fiorentino Trojano nella gestione degli asili nido ne hanno chiesto le dimissioni per manifesta incapacità. Le dichiarazioni dell'Assessore in risposta al grido di allarme lanciato in questi giorni sulla condizione degli asili confermano l'incompetenza di un amministratore più interessato a polemizzare che a risolvere i problemi e ad ammettere i gravi errori commessi.

Catania Bene Comune e le lavoratrici chiedono inoltre che venga fatta chiarezza sull'utilizzo dei fondi PAC e che essi vengano effettivamente stanziati per la riduzione delle rette degli asili nido, come affermato dall'amministrazione a dicembre. Chiedono inoltre che venga inserito nel bilancio 2014, come previsto dal regolamento degli asili nido, un fondo atto ad assicurare l'accesso alle famiglie meno abbienti.

La conferenza stampa di Catania Bene Comune e delle lavoratrici degli asili nido si è tenuta in concomitanza con la giornata nazionale del ricordo delle vittime della mafia. “Il miglior modo per combattere la mafia – è stato dichiarato dagli esponenti di Catania Bene Comune – è difendere i servizi sociali e chiederne l'ampliamento. Siamo impegnati in un'azione di antimafia sociale che si concretizza con la difesa degli asili nido, dell'istruzione pubblica e del lavoro soprattutto in quei quartieri della città che, anche per colpa di una certa politica clientelare e affarista, sono in mano alla criminalità organizzata”.

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