Asp di Catania: attivato percorso di prevenzione, diagnosi e cura dell'obesità

Il percorso mette a disposizione degli utenti e delle famiglie un insieme di servizi per l’obesità, gestiti in rete tra Asp di Catania, Centro di riferimento regionale per la diabetologia pediatrica dell’Aou “Policlinico-Vittorio Emanuele”, pediatri di libera scelta e medici di medicina generale

Attivato all’Asp di Catania, il Percorso preventivo diagnostico terapeutico assistenziale (Ppdta), così come previsto dal Piano sanitario nazionale (Psn) 2012, per l’obesità in età evolutiva. Il servizio, aperto al pubblico presso i locali aziendali di Via Pasubio 19, è destinato ai soggetti d’età compresa fra 8 e 14 anni, affetti da obesità. Coordinatrice del progetto è la dr.ssa Elena Alonzo, direttore del Servizio Igiene Alimenti e Nutrizione (Sian) dell’Azienda sanitaria catanese. L’equipe specialistica è coordinata dal prof. Francesco Leonardi, specialista in Scienza dell’alimentazione, già primario di Dietologia dell’AO “Cannizzaro”.

Il Percorso mette a disposizione degli utenti e delle famiglie un insieme di servizi per l’obesità, gestiti in rete tra Asp di Catania, Centro di riferimento regionale per la diabetologia pediatrica dell’Aou “Policlinico-Vittorio Emanuele”, pediatri di libera scelta e medici di medicina generale.

"La lotta all’obesità è un obiettivo primario del Piano sanitario nazionale e fra le priorità della nostra Azienda - afferma il dr. Giuseppe Giammanco, direttore generale dell’Asp di Catania -. I dati ci dicono che il 50% circa dei bambini obesi sarà un adulto obeso. Il fenomeno assume ogni giorno di più una rilevanza socio-sanitaria È urgente bloccare e invertire questo preoccupante trend. Per questa ragione, puntando su importanti sinergie fra ospedale e territorio, abbiamo programmato un articolato intervento per diffondere una cultura della sana e corretta alimentazione, indicare nuovi stili di vita e predisporre laddove necessario i trattamenti adeguati".

In Sicilia il 22,3% di bambini (età target della sorveglianza otto anni) è in sovrappeso; il 9,7% è obeso; e il 3,3% è affetto da obesità severa. Ciò pone l’obesità infantile tra le priorità di salute pubblica [fonte: Okkio alla salute 2016].

"Il Ppdta è stato formulato con l’obiettivo di sviluppare un modello operativo concreto di rete assistenziale tra territorio ed ospedale - illustra la dr.ssa Alonzo -, centrato sul piccolo utente e la relativa famiglia. Tramite la rete del Ppdta verranno offerti percorsi integrati di presa in carico clinica dei bambini e contestuali interventi di promozione della sana alimentazione, finalizzati al diretto coinvolgimento dei genitori per favorire l’acquisizione di stili di vita più salutari".

Bambini e adolescenti saranno coinvolti in programmi per migliorare la qualità della “dieta” e aumentare i livelli di attività fisica; parallelamente si lavorerà con i genitori per favorire le modifiche dello stile di vita di tutto il nucleo familiare, anche in considerazione del fatto che tra i “costi” attribuibili all’obesità, devono essere considerati quelli intangibili, come il minor rendimento scolastico, la discriminazione, i problemi psicosociali,le ridotte relazioni sociali e la scarsa qualità della vita.

"L’ambiente di vita “obesogenico” ha certamente favorito l’attuale andamento epidemico dell’obesità - spiega il prof. Leonardi -. Fino a pochi decenni fa, il problema dell’obesità in Italia era quasi inesistente. Dieta mediterranea e corrette abitudini alimentari contraddistinguevano gli italiani nel panorama internazionale Negli ultimi anni, però, la cosiddetta “globalizzazione”, con la delocalizzazione dei cibi e dei gusti, con la destrutturazione del ritmo dei pasti, sempre ed egualmente reperibili in ogni ora, in ogni situazione e in ogni stagione, ha contribuito al radicale cambiamento dei comportamenti e delle scelte alimentari (quantitative e, soprattutto, qualitative) degli italiani, con progressivo abbandono del modello di vita mediterraneo".

In tale contesto, come riportato anche dalla più recente letteratura internazionale (NICE Obesità 2006, rev. 2014) gli “interventi multicomponenti sono il trattamento di scelta da attuare”; ciò, tenendo conto del fatto che circa il 50% degli adolescenti obesi (con indici di massa corporea pari o superiore al 95° percentile) tende a diventare un adulto obeso».

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