Tratta di persone, associazione Penelope: "Denunciare serve"

Dopo l'arresto di alcuni soggetti per reati di tratta di persone e favoreggiamento dell'immigrazione clandestina, L’associazione Penelope esprime apprezzamento per l’importante risultato raggiunto

Riceviamo e pubblichiamo il comunicato dell'associazione Penelope sull'arresto di due soggetti per i reati di tratta di persona e favoreggiamento dell'immigrazione clandestina.

"Il 23 aprile scorso, il Gip di Catania dottoressa Sammartino ha condannato Mathew Osatohamwan (alias Briget/Osato) e Matthew Osarodion, a dieci anni di reclusione ciascuno per i reati di tratta di persone e favoreggiamento dell’immigrazione clandestina, condannandoli altresi al risarcimento del danno in favore delle parti civili costituite nel processo, la giovane Sunny- nome di fantasia- e l’associazione Penelope.Coordinamento Solidarietà Sociale, entrambe difese dall’avv. Elisa Bruno del foro di Catania. Il processo, celebrato con rito abbreviato, nasce dall’operazione “Brother and Sister” e da una capillare attività investigativa coordinata dalla D.D.A. di Catania, curata in particolare dal sostituto procuratore dott.ssa Lina Trovato, ed avviata dalla Squadra Mobile di Catania- Sezione Criminalità Straniera e Prostituzione, in collaborazione con le Squadre Mobili di Caserta e Foggia, a seguito di una segnalazione da parte del personale OIM ( Organizzazione Internazionale per le migrazioni) nell’agosto 2016 su richiesta di aiuto da parte della vittima".

"La minore giunta sul territorio nazionale in occasione di un arrivo di migranti al porto di Catania, era stata raggiunta da un connazionale presso la struttura ove era stata collocata, uomo che su incarico della madame le aveva organizzato il viaggio per raggiungere la sfruttatrice dimorante in Aversa. Ivi giunta la minore era stata subito costretta a prostituirsi in strada, riuscendo tuttavia a scappare chiedendo aiuto al personale OIM che ne assicurava l’immediata messa in protezione. La minore a quel punto ha deciso di sporgere denuncia e di raccontare la sua storia".

"Prima di intraprendere il viaggio la giovane vittima era stata sottoposta ad un rito juju con il quale si era impegnata a pagare il debito di 5.000.000 di naira- 15.000 euro circa contratto per il viaggio, altrimenti sarebbe morta o sarebbe stata colpita da disgrazie di ogni genere. Le dichiarazioni rese dalla minore alla P.G. venivano immediatamente riscontrate dall’attività di indagine dalla quale emergevano i tentativi di assoggettamento della vittima particolarmente feroci da parte degli sfruttatori, rivolti anche ai familiari. In particolare, a seguito della fuga della vittima, cosi come emerge dalle intercettazioni, i due sfruttatori intendevano punire la ragazza assoggettandola con ulteriori riti juju, utilizzando frammenti di vetro di finestrini di autovetture o di treni coinvolti in incidenti mortali per rendere ancora più letale ed efficace la minaccia".

"L’associazione Penelope esprime apprezzamento per l’importante risultato raggiunto, reso possibile grazie al lavoro sinergico tra le Istituzioni coinvolte( Tribunale Per I Minorenni di Catania, Procura presso il Tribunale per i Minorenni di Catania, DDA di Catania, Squadra Mobile, Oim, ente anti tratta, il tutore, strutture di accoglienza) e dal sistema multiagency messo in atto sul territorio nel contrasto al fenomeno della tratta degli esseri umani, permettendo e agevolando il percorso di autodeterminazione e di raggiungimento della piena autonomia delle vittime, reso possibile soprattutto dal loro coraggio, e dalla decisa volontà di sottrarsi al giogo della schiavitù fisica e psicologica, ponendo le basi, con il sostegno di figure professionali esperte, per una vita libera ed indipendente".

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