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Emergenza covid, la Uil: "Per i lavoratori servono soluzioni, non elemosine"

Durante l'assemblea di fine anno il segretario regionale Barone e la segretaria provinciale Enza Meli hanno ribadito la necessità di utilizzare i fondi europei per risolvere le criticità

“Dopo i morti di Covid, non vorremmo ritrovarci con i morti per povertà e disoccupazione. Magari potranno servire i contributi per cambiare i soffioni delle docce, prima però si trovino le risorse per le vere emergenze. La scusa che mancano i soldi non c’è più. I fondi europei servano per le reali priorità della Sicilia, dell’Italia”. Lo ha affermato Claudio Barone, segretario generale della Uil Sicilia, partecipando in videoconferenza alla riunione di fine anno dell’organizzazione sindacale catanese guidata da Enza Meli. Insieme con Barone anche la segretaria organizzativa della Uil Sicilia, Luisella Lionti, che ha salutato i dirigenti e gli operatori del “Sindacato dei Cittadini” presenti in città e nella provincia etnea. Nel suo intervento, Enza Meli ha dichiarato: “Nel 2021 tutto il nostro Paese e soprattutto Catania, martoriato da uno stato cronico di crisi ma rassegnata mai, dovranno ripartire dalle macerie di questo 2020. Sono tante le urgenze, le emergenze che assillano lavoratori e pensionati, disoccupati e precari, cittadini e famiglie. La Uil è impegnata a rivendicare per loro soluzioni, non a piatire elemosine”. Enza Meli ha anche ricordato alcuni dati delle due ricerche sul “lavoro che cambia” presentate dalla Uil e dal suo leader nazionale Pierpaolo Bombardieri nella recente Assemblea nazionale: “Da quegli studi – ha sottolineato la segretaria generale della Uil di Catania – emerge, tra l’altro, che i precari percepiscono mediamente 180 euro in meno rispetto ai colleghi a tempo indeterminato. E che la differenza di salari tra lavoratrici e lavoratori può toccare i 218 euro, a tutto discapito delle prime. Bastano solamente un paio di dati per comprendere, nei fatti, quali e quanti siano le iniquità del sistema-Paese. E queste iniquità mortificano innanzitutto le donne del Sud, della Sicilia, di Catania che sono schiacciate tra una realtà lavorativa penalizzante e una realtà familiare esasperata dalla pandemia, come dimostra l’aumento dei casi di violenza domestica in questi mesi di incubo-Coronavirus”. Enza Meli ha concluso: “Neppure il Covid è riuscito a mettere in quarantena la nostra voglia di essere Uil, ovvero difendere i diritti dei lavoratori, dei pensionati, delle famiglie con responsabilità e fermezza, protestare ma anche offrire idee e soluzioni, stare accanto ai cittadini per dare voce a chi non ha voce. Al disastro della pandemia abbiamo risposto con il contributo di esperienza e idee di tutte le organizzazioni di questa nostra grande famiglia con il Progetto sulla Ripartenza in Sicurezza e Legalità di Catania e Provincia. Noi portiamo su tutti i tavoli di discussione proposte e idee insieme con la nostra voglia di ascoltare ma anche di essere attentamente ascoltati. Lo abbiamo fatto sempre e ovunque, per ultimo in questi giorni intervenendo all’incontro con il sindaco di Catania sulle scelte strategiche per lo sviluppo cittadino o ancora partecipando alla riunione con i vertici di Wyeth Lederle-Pfizer sulle prospettive del sito etneo della multinazionale”. All’incontro di fine anno – “speriamo mai più a distanza!”, ha esclamato Enza Meli – sono stati invitati, tra gli altri, i componenti della Segreteria provinciale Uil e i segretari generali delle organizzazioni di categoria che sono Salvo Bonaventura, Francesco De Martino, Nino Marino, Jeanine Bongiovanni, Giovanni Casa, Angelo Oliveri, Maria Pia Castiglione, Nino Potenza, Alfio Avellino, Giuseppe Caramanna, Riccardo Ballotta, Gaetano Cristaldi, Eugenio Cambria, Giancarlo Mattone, Stefano Passarello, Salvo Mavica, Armando Algozzino e Nino Lombardo.

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