Assoluzione per il medico di famiglia Percolla: "Il fatto non sussiste"

Dopo il decesso del giovane, che sarebbe avvenuto per la "mancata prescrizione di urgente ricovero ospedaliero" dovuta a una mancata diagnosi di un ileo paralitico e di un'emorragia del colon, il 25 giugno 2013 il medico era stato condannato in primo grado

La Prima sezione della Corte d'Appello lo scorso 27 maggio ha assolto, perché il fatto non sussiste, il Dottore Sebastiano Percolla, accusato in qualità di medico di famiglia, di essere stato il responsabile della morte di Marco Moschetto, 19 anni, avvenuta il 12 febbraio del 2010 a San Gregorio.

Dopo il decesso del giovane, che sarebbe avvenuto per la "mancata prescrizione di urgente ricovero ospedaliero" dovuta a una mancata diagnosi di un ileo paralitico e di un'emorragia del colon, il 25 giugno 2013 il medico era stato condannato in primo grado a un anno e dieci mesi di reclusione, pena sospesa.

La Corte d'Appello ha anche ordinato la trasmissione degli atti alla Procura della Repubblica, per eventuali profili di colpa relativi alla terapia farmacologica cui era sottoposto Moschetto, formulata dai medici che avevano in carico

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