Sventato attentato mafioso: nel mirino il magistrato Pasquale Pacifico

Il magistrato che era nel mirino del clan mafioso catanese è il sostituto procuratore Pasquale Pacifico, della Direzione distrettuale antimafia etnea: Orazio Finocchiaro con alcuni pizzini dal carcere aveva ordinato l'assassinio

Il magistrato che era nel mirino del clan mafioso catanese è il sostituto procuratore Pasquale Pacifico, della Direzione distrettuale antimafia etnea. Le minacce nei suoi confronti sarebbero partite da un boss detenuto che avrebbe mandato l'ordine all'esterno mentre era in carcere.

Il pm Pacifico coordina le inchieste sui clan Cappello e Laudani. Ha tra l'altro coordinato l'operazione "Revenge" della Squadra Mobile della Questura di Catania sul gruppo emergente dei "Carateddi" capeggiato dal boss, ora detenuto, Sebastiano Lo Giudice.

All'epoca emerse che la cosca aveva in progetto di aprire una sanguinosa faida con esponenti della famiglia Santapaola per ottenere il controllo degli affari illeciti nella città, e in particolare, il traffico di sostanze stupefacenti.

I carabinieri hanno notificato stamani nel carcere di Udine un'ordinanza di custodia cautelare a Orazio Finocchiaro, 40 anni, esponente delle cosche catanesi, accusato di associazione mafiosa. Con alcuni pizzini dal carcere aveva ordinato l'assassinio del sostituto procuratore della Dda di Catania Pasquale Pacifico. È stato l'ex collaboratore di Giustizia Giacomo Cosenza a rivelare di essere stato incaricato da Finocchiaro di uccidere il magistrato etneo. I messaggi venivano recapitati in carcere grazie a un detenuto comune che faceva da »postino« tra Pacifico, sottoposto al 41 bis, e gli esponenti del clan.

Il sindaco di Catania, Raffaele Stancanelli, ha espresso sentita solidarietà e vicinanza al pm Pasquale Pacifico e all'intera magistratura catanese per le gravissime minacce di un prossimo tentativo di agguato mafioso. "Le rassicuranti parole di un magistrato antimafia che non arretra -dice Stancanelli- fanno bene all'intera città nella quale egli coraggiosamente lavora. Catania ha bisogno di ritrovare serenità e normalità e potremo farcela con il lavoro serio e scrupoloso di ognuno". "Tutti noi -ha concluso Stancanelli- dobbiamo sentirci impegnati nella battaglia quotidiana per la legalità, ciascuno per la sua parte".

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