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Mercoledì, 18 Maggio 2022
Cronaca

Tormenta l'ex fidanzata per tornare insieme e minaccia di suicidarsi, 28enne ai domiciliari

In un’occasione, raggiunta sul posto di lavoro, la vittima sarebbe stata aggredita dall’uomo che avrebbe cercato invano di impedirle di entrare in auto, salvo poi inseguirla fino al porto di Catania, dove l’avrebbe tamponata e ulteriormente insultata

Un 28enne di Trecastagni, indagato per il reato di atti persecutori, si trova ora agli arresti domiciliari con braccialetto elettronico su disposizione della Procura etnea, che ha delegato ai carabinieri l'esecuzione della misura cautelare. Le indagini, coordinate dal pool di magistrati qualificati sui reati che riguardano la violenza di genere, hanno fatto luce sulle condotte, anche violente, poste in essere dall’uomo. Dal mese di dicembre 2021 avrebbe incessantemente tentato di contattare la sua ex compagna al fine di controllarla, dopo la separazione da lei voluta, “con modalità comportamentali di intrusività ed assillanza tali da costituire molestie sussumibili nelle condotte persecutorie sanzionate dalla norma in disamina”.

Con una valanga di messaggi, le avrebbe chiesto con petulanza di tornare insieme. Seguivano poi i frequenti pedinamenti e appostamenti nei pressi della sua abitazione, del luogo di lavoro e dei locali. Una sera la donna, in compagnia di amici, sarebbe stata “pizzicata” dall’ex che la fissava insistentemente.

Il 28enne arrestato l’avrebbe a volte pedinata con l’auto e tentato di farla accostare anche con manovre azzardate e pericolose. In un’occasione, raggiunta sul posto di lavoro, la vittima sarebbe stata aggredita dall’uomo che avrebbe cercato invano di impedirle di entrare in auto, salvo poi inseguirla fino al porto di Catania, dove l’avrebbe tamponata e ulteriormente insultata. I numerosi e gravi messaggi vocali minatori, anche di morte, ricevuti dall’ex e rivolti non solo a sé, ma anche all’attuale fidanzato, hanno alimentato i timori per la sua incolumità. Addirittura l’ex compagno avrebbe detto che intendeva suicidarsi o compiere gesti autolesionistici pur di convincerla a tornare insieme. Anche la madre della ragazza sarebbe stata molestata con pressanti messaggi per ottenere informazioni sulla figlia. Questi elementi hanno indotto la Procura a richiedere ed ottenere la misura degli arresti domiciliari.

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