Auchan, l'azienda chiude anche a Catania: "Anni di continue perdite"

Lo afferma in una nota Auchan Retail sottolineando che " è impegnata a limitare gli impatti sociali, cercando di individuare le migliori soluzioni"

Foto archivio

"In data odierna i vertici di Auchan Retail Italia hanno comunicato ai collaboratori e alle rappresentanze sindacali degli ipermercati di Napoli, in via Argine, e di Catania, in via La Rena, la decisione dell'azienda di interrompere l'attività commerciale nel corso del mese di aprile per la gravissima situazione economica di questi punti vendita, già nota da tempo". Lo afferma in una nota Auchan Retail, aggiungendo di aver, nel caso dell'ipermercato di Napoli, "definito un accordo preliminare per affittare il ramo d'azienda alimentare ad un noto imprenditore locale" e sottolineando che "questa operazione potrà garantire continuità occupazionale per una parte dell'attuale organico che sarà rilevata dal nuovo operatore".

"Con senso di responsabilità - afferma Auchan Retail - l'azienda è impegnata a limitare gli impatti sociali, cercando di individuare le migliori soluzioni per ogni collaboratore. Pertanto, saranno attivate una serie di iniziative e si aprirà un tavolo di confronto con le organizzazioni sindacali per entrambi i punti vendita. Dopo anni di continue perdite, nonostante gli sforzi dell'azienda per il rilancio commerciale dei due punti vendita, la situazione di questi due ipermercati non è più sostenibile".

"La nostra forte convinzione - afferma il direttore generale Auchan Retail Italia Américo Ribeiro - è di voler consolidare la nostra presenza in Italia. Attualmente è in corso un processo di trasformazione fisica e digitale della nostra rete, con la convergenza sull'insegna unica e sviluppando la nostra strategia di marca".

Per la segreteria della Filcams Cgil di Catania: “È vergognoso il modo in cui questo colosso della grande distribuzione commerciale ha comunicato la chiusura dello storico punto vendita, abbassando le saracinesche e non permettendo ai lavoratori di entrare per prestare servizio. Dopo più di cinque anni di ammortizzatori sociali subiti, oggi i lavoratori si ritrovano senza un minimo di speranza per il futuro. Il sindacato ha sempre chiesto un piano industriale per il punto vendita e per prevenire quello che oggi ci appare come una morte annunciata. L’azienda ha comunicato una convocazione per giorno 6 aprile con le parti sociali. Non accetteremo supinamente la chiusura del punto vendita di San Giuseppe La Rena, proprio perché non accettiamo lo smantellamento di un attività che fino ad oggi ha prodotto profitti per l’azienda e che rappresenta una occasione di stabilità sociale per centinaia di lavoratori”.

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