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Sabato, 4 Febbraio 2023
Cronaca

Sciopero benzinai, perché i gestori chiedono Qr code e App al posto del tabellone coi prezzi

Il ministero delle Imprese e del made in Italy ha convocato i gestori a poche ore dall'inizio dello sciopero della categoria su strade e autostrade. I gestori hanno delle richieste, con un monito: alcune misure del governo pensate per abbassare i prezzi potrebbero invece aumentarli

A poche ore dall'inizio dello sciopero dei benzinai previsto per le ore 19 di martedì 24 gennaio il Ministero delle Imprese e del made in Italy ha convocato i gestori. I confronti tenuti fin ora tra le associazioni di categoria e il governo non sono stati fruttuosi. Intanto, lo sciopero per adesso è confermato: inizierà alle 19 di martedì 24 gennaio sulla rete ordinaria e alle 22 sulle autostrade e durerà due giorni, fino al 26 gennaio. Le associazioni di categoria dei gestori delle pompe di carburante hanno delle proposte precise per il ministro delle Imprese e del Made in Italy Adolfo Urso.

Le richieste dei gestori: Qr-code e App

 "Correggere il decreto Trasparenza abrogando il cosiddetto cartellone sostituendolo con un Qr-Code o un App o con dispositivi luminosi a distanza in modo da sgravare i benzinai già oggi oberati da obblighi di comunicazioni e di conseguenza depennare le ulteriori sanzioni che non avrebbero senso in mancanza di adempimenti". Questa è una delle richieste ribadita dal presidente della Faib Confesercenti Giuseppe Sperduto alla commissione Attività produttive alla Camera, che ha avviato le audizioni sul decreto Trasparenza dei prezzi dei carburanti.

La lista dei benzinai che restano aperti durante lo sciopero

"La vera speculazione - ha spiegato Sperduto - si annida nella grande evasione Iva che ancora impatta sulla rete e nell'inaccettabile illegalità contrattuale che genera quel fenomeno di caporalato petrolifero che sottrae oltre una decina di miliardi di euro all'anno alle casse dello Stato. Se di un decreto si sente il bisogno per la trasparenza e la legalità - ha proseguito - è di un decreto contro l'illegalità contrattuale: solo così si può assestare un colpo a chi realmente specula truffando lo Stato".

Il presidente della Fegica, Roberto Di Vincenzo, in audizione in commissione Attività produttive alla Camera sul decreto Trasparenza dei prezzi dei carburanti, punta il dito sull'"imbarazzo del governo". Per il segretario generale di Confcommercio Luigi Taranto andrebbe rafforzato il potenziale informativo dell'Osservatorio del ministero delle Imprese e del made in Italy denominato 'Osservaprezzi Carburanti'. Si potrebbe prevedere, presso i punti vendita e in prossimità degli erogatori di carburante, l'esposizione di un QRcode che rimandi alla pagina di 'Osservaprezzi Carburanti' ", l'idea di Taranto.

Se le misure per contenere i prezzi del carburante li aumentano

Le novità introdotte dal decreto Trasparenza sull'esposizione del prezzo medio della provincia di appartenenza di ogni distributore di benzina potrebbe anche essere controproducente e finire per aumentare i prezzi. Le associazioni di categoria sono concordi sul tema: "Potenziare la segnaletica prezzi sui 22mila punti vendita italiani costerà circa 400 milioni di euro che finiranno per gravare sui prezzi al consumo della benzina. Dunque, fumo negli occhi, a danno delle imprese e dei consumatori", l'avvertimento di Assopetroli-Assoenergia, l'associazione che rappresenta le aziende proprietarie di oltre metà delle stazioni di servizio stradali in Italia.

Sciopero benzinai, perché restare "a secco" è impossibile: tutte le cose da sapere

Per Confcommercio "le nuove disposizioni sull'adeguamento della cartellonistica di pubblicizzazione dei prezzi presso i punti vendita non risultano utili e proporzionate rispetto all'obiettivo della diffusione di un consumo consapevole e informato", ha detto il segretario generale di Confcommercio Luigi Taranto sul Dl Trasparenza dei prezzi dei carburanti, precisando che questo "si tradurrebbe in un raddoppio dei prezzi oggi pubblicizzati", con "evidenti difficoltà tecnico organizzative che realisticamente necessitano di almeno dodici mesi per essere gestite".

Fonte Today.it

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