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Martedì, 9 Agosto 2022
Cronaca Civita / Piazza del Duomo

Aumento Tari, Curia e Grasso: "Se servizio è carente, tassa al 20 per cento per legge"

I consiglieri comunali hanno presentato un'istanza al vice sindaco Roberto Bonaccorsi in cui chiedono l'applicazione della disposizione normativa che permetterebbe la riduzione: la paventata soluzione trova il riconoscimento della Corte di Cassazione

"La Tari è dovuta nella misura massima del 20 per cento della tariffa, in caso di mancato svolgimento del servizio di gestione dei rifiuti, ovvero di effettuazione dello stesso in grave violazione della disciplina di riferimento, nonché di interruzione del servizio per motivi sindacali o per imprevedibili impedimenti organizzativi che abbiano determinato una situazione riconosciuta dall'autorità sanitaria di danno o pericolo di danno alle persone o all'ambiente". È quanto dispone la legge 147 del 2013 a cui i consiglieri comunali Bartolomeo Curia e Giovanni Grasso fanno appello per scongiurare l'aumento delle tariffe sui rifiuti, come paventato dal Comune di Catania in conseguenza dell'aumento dei costi del servizio e del conferimento in discarica. "Con riguardo alle aree interessate dall’omesso servizio di raccolta rifiuti urbani, l’amministrazione comunale voglia agire in conformità alla legge dando mandato agli uffici competenti di operare le dovute riduzioni della tariffa Tari", è la richiesta dei consiglieri che venerdì scorso hanno presentato l'istanza al vice sindaco Roberto Bonaccorsi.

"In ragione di quanto omesso dalle precedenti amministrazioni - si legge in una nota a firma congiunta dei consiglieri -, il caos rifiuti in essere nella città di Catania sta assumendo con il trascorrere del tempo i connotati di una vera e propria cancrena, tanto da potere essere qualificata come emergenza sanitaria, con conseguente pericolo per i cittadini e danno per il settore turistico e per la stessa immagine della città". A sostegno della richiesta che invita l'amministrazione a prendere in esame l'applicazione della norma che potrebbe far scendere la percentuale al 20 per cento, i consiglieri citano anche la Cassazione. "Con ordinanza 5940 del 23 febbraio, la Suprema Corte ha confermato l'orientamento di prassi secondo cui, anche in assenza di una previsione in regolamento, spetta la riduzione della Tari  nel caso in cui il servizio di raccolta rifiuti non venga svolto".

La riduzione tariffaria, secondo gli Ermellini, opererebbe "al fine di temperare l'imposizione equilibrando l’ammontare della tassa comunque pretendibile, che nella misura ordinaria tiene conto dei costi generali del servizio completo svolto nell'area municipale - precisa la nota -, con i costi che il cittadino è tenuto presumibilmente a sostenere per fare fronte alla mancata raccolta, laddove il Comune non assicuri in un ambito territoriale della zona perimetrata l'intero ciclo di smaltimento, ma lo garantisca solo in parte".

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