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Forze dell'ordine, "Cacciatori di Sicilia" protagonisti della lotta alla criminalità organizzata

Lo squadrone eliportato “Cacciatori di Sicilia" nato nel 2017 e di stanza all'aeroporto di Sigonella, è un reparto speciale dei carabinieri a elevatissima specializzazione, che da diverse settimane, sta supportando i reparti territoriali dell’Arma di Catania nella lotta alla criminalità organizzata

Lo squadrone eliportato “Cacciatori di Sicilia" nato nel 2017 e di stanza all'aeroporto di Sigonella, è un reparto speciale dei carabinieri a elevatissima specializzazione, che da diverse settimane, sta supportando i reparti territoriali dell’Arma di Catania nella lotta alla criminalità organizzata. I Cacciatori di Sicilia dispongono di apparecchiature ad avanzata tecnologia, tra cui sofisticati apparati di localizzazione individuale satellitare, apparecchiature di rilevazione termica e visori notturni, estremamente utili in contesti ambientali estremamente duri e caratterizzati tanto da terreni accidentati quanto da condizioni atmosferiche decisamente ostili

Le specificità

La specificità dell’attività dello squadrone eliportato "Cacciatori di Sicilia" ne consente il suo impiego in quei teatri operativi che richiedono maggiori difficoltà di accesso, per tali motivi, la loro attività primaria viene quindi svolta nelle zone rurali o nelle aree urbane degradate, dove la loro capacità di penetrazione nel territorio consente l’effettuazione di avvistamenti o lunghi appiattamenti, per la sorveglianza di luoghi e persone. In tale cornice operativa, sono state quindi numerose le operazioni di servizio svolte dallo squadrone eliportato “Sicilia” a supporto dei reparti del comando provinciale carabinieri di Catania, sia per attività ad alto rischio e ricerca di catturandi, sia per contrastare le attività delittuose e i business criminali della criminalità organizzata, compresa la “Mafia dei pascoli”, andando a colpire i nascondigli, gli arsenali delle armi e le piantagioni di marijuana.

Le operazioni

Ad esempio, lo scorso gennaio, a Mascali , nel corso della delicata esecuzione di un’ordinanza di misura cautelare in carcere nei confronti dei fratelli Del Popolo Marchitto (per detenzione e porto di armi da sparo, danneggiamento aggravato, violenza privata e evasione), considerati armati e pericolosi, e difatti bloccati dopo l’irruzione con 2 pistole con il colpo in canna, i "Cacciatori" hanno supportato i carabinieri, fornendo loro la necessaria cornice di sicurezza, cinturando l’area d’intervento e monitorando l’edificio dove si stavano nascondendo. Tuttavia sono le campagne e i territori montani i contesti naturali in cui meglio si dispiega l’attività dello Squadrone, i cui militari, grazie alle loro peculiari capacità operative, sono in grado d’infiltrarsi, anche per settimane, nelle aree più impervie dell’entroterra catanese e lungo i costoni montuosi tra la vegetazione, fornendo un prezioso rinforzo all’Arma territoriale, ad esempio nell’attività antidroga. Ne è prova l’arresto di 3 coltivatori di Vizzini lo scorso mese di settembre, che a seguito di una perquisizione dello squadrone, sono stati sopresi a coltivare una piantagione di diverse piante marijuana dell’altezza di quasi 2 metri ciascuna, nelle adiacenze del loro casolare di campagna, rinvenendo altresì 350 grammi di sostanza già essiccata e pronta per essere immessa sul mercato. Altro settore di predilezione dei "Cacciatori" è quello dellla ricerca di armi e munizioni illegalmente detenute nella disponibilità di famiglie mafiose, in contesti di difficile accesso come i casolari di campagna o le zone boschive dei versanti etnei.  Lo scorso gennaio i carabinieri di Randazzo, supportati da quelli dello squadrone, hanno denunciato il detenuto Turi Sangani per “detenzione illegale di armi e munizioni” che non si esclude siano state utilizzate per commettere dei delitti.

Controlli

Lo squadrone eliportato "Cacciatori di “Sicilia” si occupa anche di prevenzione, in tutti quei territori che ovviamente più gli sono congeniali, per tale motivo, sempre nell’ambito delle pianificazioni approntate dal comando provinciale di Catania, i controlli proseguiranno nelle prossime settimane nei territori montani e pedemontani dell’Etna e in quelli a maggiore vocazione agricola del Calatino e del Palagonese.

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