Mercoledì, 16 Giugno 2021
Cronaca

Autolavaggi e sfruttamento del lavoro: stranieri e minorenni pagati 2 euro l'ora

L'attività dei commissariati Borgo Ognina e Librino ha fatto emergere un quadro di illegalità diffusa negli esercizi controllati: luoghi di lavoro insicuri e mancato rispetto delle normative ambientali

Nei giorni scorsi la polizia ha eseguito dei mirati servizi di controllo del territorio con particolare attenzione al fenomeno dello sfruttamento del lavoro, che coinvolge sempre più persone che versano in particolare stato di bisogno. Sono soprattutto minorenni e cittadini stranieri che, per tale ragione, acconsentono a prestare la loro opera dietro corrispettivi miseri ed in condizioni deprecabili di igieniche e sicurezza. I commissariati di Borgo Ognina e di Librino hanno individuato due attività di autolavaggio, i cui esercenti traevano profitto dallo sfruttamento lavorativo di categorie di lavoratori in stato di bisogno, commettendo altri illeciti, anche in materia di tutela ambientale. In particolare, i poliziotti del commissariato Borgo Ognina hanno denunciato per il reato di sfruttamento del lavoro (c.d. caporalato), il titolare di un autolavaggio sito al viale Ulisse. Il controllo di polizia, effettuato con la collaborazione del Dipartimento di Prevenzione dell’Asp Catania e dell’Ispettorato del Lavoro, ha consentito di mettere alla luce la grave situazione di sfruttamento a cui erano sottoposti i lavoratori impiegati nell’autolavaggio, tutti di nazionalità straniera ed ingaggiati in nero. Gli extracomunitari erano, infatti, costretti a effettuare turni di ben 10 ore di lavoro, ricevendo come corrispettivo un compenso di appena due euro e cinquanta centesimi l’ora. Nel corso del controllo, è emerso inoltre che l’autolavaggio, la cui struttura si presentava in pessimo stato di manutenzione, non rispettava la normativa in materia di sicurezza sui luoghi di lavoro, creando così un serio e concreto pericolo per l’incolumità fisica degli avventori e degli stessi lavoratori, i quali si trovavano costretti a lavorare sprovvisti di qualunque dispositivo di protezione individuale. Per queste violazioni sono state inflitte sanzioni pecuniarie ed è stato emesso un provvedimento di sospensione dell’attività imprenditoriale.

I poliziotti del commissariato Librino invece hanno effettuato controlli su autolavaggi del quartiere e a San Cristoforo. In questo caso l'attività eseguita nel rione di San Cristoforo, ha visto un pregiudicato di anni 40 indagato per i reati di sfruttamento del lavoro minorile e stato di bisogno del lavoratore, nonché per lo scarico illegale delle acque reflue nel sottosuolo ed altre violazioni in materia di sicurezza e salubrità sui luoghi di lavoro. Nello specifico, dagli accertamenti il quarantenne è risultato titolare di un'attività di autolavaggio totalmente abusiva, con scarico illegale delle acque sporche e dei fanghi nel sottosuolo. Tra l'altro, l’unico lavoratore presente era un minorenne senza contratto di lavoro intento a lavorare in condizioni non idonee. Nell'ambito della più ampia attività eseguita, durante cui sono stati controllati altri autolavaggi, uno dei quali privo di autorizzazione amministrativa, sono state accertate gravi violazioni da cui si evince un reale sfruttamento delle persone che, pur di lavorare, si accontentano di sottostare ad umilianti condizioni come percepire 2 euro circa l'ora, senza riposi e ferie, quindi senza alcun rispetto della normativa prevista dagli accordi nazionali di categoria. I luoghi di lavoro erano insicuri e insalubri, senza spogliatoi e armadietti, locali privi di servizio igienico, con rischio caduta dall'alto di oggetti e dislivelli nel pavimento con rischio inciampo, impianto elettrico non a norma.

In un caso, al fine di verificare il potenziale danno all'ambiente e alle falde acquifere - in una zona molto popolosa e densamente abitata - sono state ispezionate le grate realizzate dentro l'autolavaggio e convergenti nel sottosuolo, dove effettivamente sono stati rinvenuti i liquami derivanti dall'attività, tra cui olii esausti da pulizia di motori. Per evitare il reiterarsi della suindicata condotta, si è proceduto al sequestro penale della struttura, anche priva di contratto di locazione, e delle relative attrezzature. Il titolare è stato sanzionato anche per violazione normativa covid-19.

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