Autostrade Sicilia, incentivi per lavoro d'ufficio: 57 indagati

Incentivi ottenuti per del lavoro che, secondo l'accusa, sarebbe stato svolto nell'orario d'ufficio e per compiti previsti dalla mansione svolta

Nell'inchiesta 'Tekno' sono contestati la concessione e il pagamento ai 57 dipendenti del Cas, con quote diverse, di incentivi ottenuti per del lavoro che, secondo l'accusa, sarebbe stato svolto nell'orario d'ufficio e per compiti previsti dalla mansione svolta per conto del Consorzio per le autostrade siciliane. A spiegarlo è uno dei dipendenti del consorzio sentito dalla Dia di Catania e dalla Procura di Messina.

"La mia attività - afferma nella dichiarazione agli atti dell'inchiesta - consisteva nel compilare tabelle, un'attività che avevo reso per dovere d'ufficio, comunque non riconosciuti da incentivi progettuali, in relazione ai rapporti del C.a.s. con altri Enti e per tratte autostradali diverse". Il lavoro, precisa il dipendente, "è stato da me espletato in ufficio, trasmesso a un geometra e discusso col Rup, e comunque normalmente nelle ore ordinarie d'ufficio: è capitato anche fuori dal normale orario di lavoro".

La dichiarazione, secondo l'accusa, "evidenzia come le attività svolte e ricondotte nell'alveo degli incentivi progettuali rientravano nell'ordinaria attività del dipendente, svolta principalmente nelle ore d'ufficio"

L’odierna operazione è l’epilogo dell’originaria indagine “Tekno”, culminata nel novembre 2014 nell’esecuzione di ordinanze cautelare personali e reali, in particolare nella sottoposizione agli arresti domiciliari di 8 persone e nella comminazione ad altri due soggetti della misura interdittiva del divieto di esercitare imprese o uffici direttivi delle persone giuridiche e delle imprese.

Agli arrestati furono contestati i reati di turbata libertà degli incanti, induzione a dare o promettere utilità e istigazione alla corruzione, in relazione allo svolgimento e all’aggiudicazione di un appalto pubblico bandito dal Cas nel 2013, per l’assegnazione dei lavori inerenti il servizio di sorveglianza attrezzata per le tratte autostradali A/18 e A/20.

Misura cautelare interdittiva della sospensione dall’esercizio di pubblico ufficio o servizio, per la durata di mesi 6, nei confronti di: Antonio Lanteri di Messina, Stefano Magnisi di Furnari, Angelo Puccia di Castelbuono, Gaspare Sceusa di Barcellona (ME), Alfonso Schepisi di S. Piero Patti, Anna Sidoti di Montagnareale.

Con lo stesso provvedimento, il Gip ha disposto - per una somma complessiva pari a circa euro 1.000.000,00 - il sequestro preventivo per equivalente del saldo dei rapporti bancari intestati o, in caso di incapienza, dei beni immobili e mobili registrati a carico dei precitati indagati, e di Carmelo Cigno di Palermo, Letterio Frisone di Messina, Carmelo Indaimo di Ficarra, Antonino Francesco Spitaleri di Roccella Valdemone, Antonino Liddino di Messina e Corrado Magro di Avola.

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