Cronaca

Aveva minacciato una strage in Tribunale, assolto imprenditore "per non avere commesso il fatto"

Nel 2015 l'imprenditore Rosario Puglia Maria Antonio era finito in manette per aver minacciato l’Ufficiale Giudiziario che si era recato presso la propria azienda per eseguire dei pignoramenti. Dopo l'ennesimo atto di escandescenza, aveva anche minacciato di compiere una strage al tribunale di Catania

Nel 2015 l'imprenditore Rosario Puglia Maria Antonio era finito in manette per aver minacciato l’Ufficiale Giudiziario che si era recato presso la propria azienda per eseguire dei pignoramenti. Dopo l'ennesimo atto di escandescenza, aveva anche minacciato di compiere una strage al tribunale di Catania. 

All’esito del processo, celebratosi innanzi alla terza sezione del tribunale di Catania, Puglia è stato assolto per non avere commesso il fatto. A spiegare quanto accaduto è il suo legale, avvocato Dario Perna: "La vicenda nasce da una denuncia presentata ai carabinieri di Linguaglossa da un ufficiale giudiziario in servizio presso l’Unep di Catania che lamentava di essere stata minacciata di morte dal Puglia in occasione di accessi presso la sua azienda vinicola per effettuare dei pignoramenti. Le minacce, a dire della denunciante, sarebbero avvenute anche in presenza dei carabinieri e sarebbero state rivolte anche verso gli stessi carabinieri e verso le istituzioni in generale. In conseguenza di tale denuncia Puglia fu raggiunto da ordinanza di custodia cautelare agli arresti domiciliari emessa dal Gip di Catania". 

"All’esito del processo, celebratosi innanzi alla terza sezione del tribunale di Catania, Puglia è stato assolto per non avere commesso il fatto - precisa il legale- In particolare, nel corso dell’istruttoria dibattimentale sono stati sentiti, oltre alla denunciante, tre carabinieri della stazione di Linguaglossa, tra cui anche il comandante, i quali hanno tutti negato sia di essere stati oggetto di minacce da parte de Puglia, sia di avere assistito a minacce da questi avanzate nei confronti dell’ufficiale giudiziario o delle istituzioni in generale, aggiungendo che le operazioni di pignoramento si svolsero sempre regolarmente, senza intoppi anche perché il Puglia non era nemmeno presente in tali occasioni".

Il Tribunale ha assolto Puglia scrivendo in sentenza : “Le affermazioni della persona offesa non hanno trovato alcun riscontro; anzi i due carabinieri sentiti hanno entrambi negato di avere ricevuto nel tempo, e non solo nei due episodi per cui è processo, alcun tipo di minaccia dal Puglia. Appare poi quantomeno contraddittorio che, dopo avere ricevuto le gravi minacce riportate in querela, l’ufficiale giudiziario affermi di essersi recata dal Puglia altre volte e senza l’ausilio delle forze dell’ordine”. 

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