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Domenica, 29 Maggio 2022
Cronaca San Gregorio di Catania

"Vigna urbana" minacciata dall'espansione del casello di San Gregorio, i proprietari: "Cemento sul verde"

L'allargamento del casello autostradale, lungo la Messina Catania, per permettere un migliore deflusso del traffico e risolvere l'atavica questione dei Paesi Etnei riguarda anche un terreno privato ove sorgono un bosco e un uliveto

Il progetto dell'allargamento del casello di San Gregorio, atto a risolvere l'atavica questioni degli ingorghi dell'uscita Paesi Etnei, riguarderà anche dei terreni privati che dovrebbero essere espropriati. Tra i lembi "toccati" dal progetto del Cas vi è anche quello dell'azienda agricola Petralonga che si trova proprio all'altezza dello svincolo e che rischia di vedersi privata di una parte del suo "tesoro" naturalistico.

La storia dell'azienda

L'azienda appartiene alla famiglia Purrello e ha ripreso vita da circa cinque anni. Come ci raccontano i proprietari: "La nonna ci aveva lasciato questa proprietà. Un terreno esteso sul quale sorgeva un antico bosco e si estendeva sino a San Giovanni La Punta. Abbiamo ricevuto in eredità il bosco, un uliveto e l'antica vigna. Così alcuni anni fa abbiamo deciso di investire in un'impresa in grado di coniugare natura e territorio. Abbiamo rifondato la cantina, che vi era dal 1790, e che aveva prodotto vino sino al 1975".

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Diversi gli investimenti che hanno portato l'azienda ad essere riconosciuta come la seconda vigna urbana in Sicilia e la prima in provincia di Catania. Così Etna Urban Vinery si è affermata come una realtà a due passi da un territorio densamente cementificato ma altamente rispettosa della natura, dei "ritmi lenti" e della tradizione. Un'impresa familiare che è riuscita a creare lavoro e indotto e che, inoltre, organizza percorsi all'interno dell'azienda e nello specifico nell'uliveto, divenuto anche uno scenario per set fotografici.

Il progetto 

Il progetto del Cas che prevederebbe l'allargamento del vicino casello sostanzialmente "invaderebbe" la proprietà dell'azienda. "L'uliveto sarebbe letteralmente tagliato in due - dicono i proprietari - e perderemmo molto dal punto di vista della storicità, della natura. Nonostante vi sia un vincolo paesaggistico e quindi una tutela stringente che escluderebbe qualsiasi cementificazione il progetto va avanti".

Vi è stata già una conferenza dei servizi e - dicono i proprietari - nelle carte presentate dai tecnici del Cas non vi sarebbe traccia dei vincoli. "Non si può fare scempio del piano di tutela del paesaggio e aspettiamo di capire il pronunciamento della Sorpintendenza. Con un intervento del genere si farebbe scempio dell'uliveto e del bosco. Abbiamo investito, creato percorsi turistici e gastronomici, tutelato l'ambiente. Abbiamo salvaguardato la natura e siamo in una rete di associazioni che tutelano le antiche vigne, non capiamo perché non si possano trovare soluzioni alternative".

Il Cas, contattato dal nostro giornale, considera il progetto "prioritario per risolvere un grosso nodo". "In quella zona - dicono i tecnici - i cittadini attendono da tempo una soluzione. Il progetto è in via di definizione, vi saranno i vari passaggi burocratici, gli espropri...Stiamo andando avanti anche perché non vi sono alternative". Secondo i proprietari dell'azienda agricola si potrebbe realizzare una bretella su via san Basilio: "Noi siamo consapevoli dei lavori che debbono essere fatti ma si dovrebbero soppesare tutti gli interessi in gioco".

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