Rinviati a giudizio 13 ex componenti della Banca Popolare dell'Etna

Per 13 persone indagate, la procura etnea ha ottenuto il rinvio a giudizio per le ipotesi di aggiotaggio e ostacolo all’esercizio delle funzioni delle autorità pubbliche di vigilanza

Il giudice per le indagini preliminari di Catania ha disposto il rinvio a giudizio degli ex componenti gli organi aziendali della “Banca Popolare dell’Etna” con sede a Bronte, prima in amministrazione straordinaria e poi cessata a seguito della fusione per incorporazione con “Igea Finanziaria spa”. Per 13 persone indagate, la procura etnea ha ottenuto il rinvio a giudizio per le ipotesi di aggiotaggio e ostacolo all’esercizio delle funzioni delle autorità pubbliche di vigilanza. Ad essere rinviati a giudizio sono: Filippo Azzia, Emilio Monfrini, Carmelo Schilirò, Pietro Portale, Giuseppe Martinelli, Antonio Cipolla, Michele Biondi, Nunzio Faranda e Russello Saccullo nella qualità di ex componenti del Consiglio di amministrazione. Indagati anche l’ex Direttore Generale Alfio Benvegna e gli ex componenti del collegio sindacale Alberto Sebastiano Caserta, Giuseppe Alfredo Nigro, Angelo Gabriele Ciraldo.

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L’ex banca brontese è stata oggetto di accertamenti ispettivi disposti dalla Banca d’Italia a seguito dei quali è stata evidenziata la compromissione degli equilibri tecnici aziendali e le gravi carenze nella governance. Le criticità hanno portato la Banca Popolare dell’Etna, nell’aprile del 2014, ad essere sottoposta a procedura di amministrazione straordinaria, conclusasi il 30 novembre 2015 a seguito della fusione per incorporazione con l’intermediario finanziario romano “Igea Finanziaria spa”, che ha dato origine al nuovo istituto di credito “Igea Banca SpA”, con sede legale a Roma, con sportelli nella Capitale e in Sicilia (Palermo, Catania e Bronte). Le indagini effettuate dai finanzieri di Catania, hanno consentito di contestare una serie di gravi irregolarità nell’amministrazione e di gravi violazioni normative.

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