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Bancarotta fraudolenta a Milano, coinvolto l'avvocato catanese Mariolino Leonardi

L'uomo è stato sospeso per 12 mesi dall'attività professionale e si trova ora agli arresti domiciliari. Secondo la guardia di finanza di Torino il suo ruolo sarebbe stato centrale nell'organizzazione della bancarotta

Ieri mattina la guardia di finanza di Torino ha eseguito un’ordinanza di custodia cautelare emessa dal Tribunale di Torino nei confronti di cinque soggetti ritenuti responsabili di concorso in bancarotta fraudolenta aggravata in relazione al fallimento di una fonderia di Trezzano sul Naviglio, cittadina in provincia di Milano. Tra le misure cautelari predisposte dai magistrati è possibile leggere il nome di Mariolino Leonardi, avvocato civilista del foro di Catania con studio legale in viale Africa, finito all'interno dell'inchiesta insieme a tre imprenditori di Pavia, Milano e Novara e ad un consulente fiscale di Crema.

A confermare il nome a CataniaToday è la guardia di finanza di Torino che spiega inoltre che il legale ha avuto un ruolo centrale nell'organizzazione della bancarotta fraudolenta: "L'avvocato si occupava di queste società che poi, in realtà, venivano utilizzate per spostare fittiziamente i beni della società fallita. L'obiettivo era spostare ciò che poteva essere aggredito dal fallimento". "Leonardi - concludono i finanzieri - Ha avuto, quindi, un ruolo importante e cercava di rifarsi una vita professionale all'estero". L'uomo è stato sospeso per 12 mesi dall'attività professionale e si trova ora agli arresti domiciliari. Il patrimonio oggetto della bancarotta fraudolenta, come chiariscono gli investigatori, supera i due milioni di euro.

Le accuse ed il ruolo di Leonardi

Secondo quanto scrivono le fiamme gialle "secondo le ipotesi d’accusa, il meccanismo fraudolento è stato reso possibile grazie all’opera, non solo di consulenza, dei due professionisti coinvolti. "Uno dei due - continuano - è infatti subentrato nel ruolo di amministratore e poi liquidatore della fallita; l’altro si è prestato a figurare come amministratore di una di due società croate, utilizzate per acquistare fittiziamente i beni aziendali della fonderia (che di fatto non venivano mossi dalla sede di Trezzano), e interporsi con altre aziende nazionali collegate ai responsabili". E' stato proprio questo il ruolo di Mariolino Leonardi che, come conferma la guardia di finanza torinese, stava "per trasferirsi in Croazia per rifarsi una vita professionale lì".

Il meccanismo e le perquisizioni

Dopo aver realizzato "tali azioni distrattive sul patrimonio della fallita", come spiegano gli investigatori, "al fine di porre un ulteriore ostacolo alla ricostruzione dei fatti, la sede legale della società veniva trasferita prima a Torino, poi nell’emirato di Ajman (Ajman Free Zone - Emirati Arabi Uniti)". In seguito a questi particolari investigativi, nel novembre 2017, i finanzieri di Torino hanno effettuato diverse perquisizioni e recuperare i beni aziendali sottratti alla società di Trezzano. In quell’occasione i militari hanno acquisito importanti conferme alle loro ipotesi investigative, tra le quali il rinvenimento di alcuni appunti manoscritti dell’imprenditore e altri documenti di sorprendente valore confessorio, descrittivi della natura fraudolenta delle operazioni aziendali, della reale riconducibilità delle società coinvolte nel sistema di frode e del diretto coinvolgimento dei due professionisti.

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