Bancarotta fraudolenta, pilotava i fallimenti e si serviva di prestanome: ai domiciliari

Le Fiamme Gialle hanno ricondotto a Mario Maesano la reale gestione dell’impresa, formalmente intestata ad un suo prestanome nullatenente. Sono state così accertate diverse condotte distrattive

Su disposizione della Procura, i finanzieri del comando provinciale di Catania hanno eseguito un’ordinanza del Gip che ha disposto gli arresti domiciliari nei confronti di Mario Maesano, residente ad Acireale, ritenuto responsabile di reati di bancarotta fraudolenta patrimoniale e documentale. Il provvedimento scaturisce dalle indagini sul dissesto finanziario e patrimoniale di una società di Aci Catena, la “M.M. Auto” srl, operante nel settore del commercio di autovetture, che nel 2015 è stata dichiarata fallita dal Tribunale di Catania in ragione dei debiti insoluti, per 2 milioni di euro, maturati nei confronti dei propri fornitori e dell’Erario.

Le indagini hanno tratto origine dalle anomalie emerse durante la procedura concorsuale e, in particolare, dalla mancata esibizione da parte della società di documentazione contabile relativa all’attività d’impresa esercitata.

Le Fiamme Gialle hanno così ricondotto a Maesano la reale gestione dell’impresa, formalmente intestata ad un suo prestanome nullatenente. Sono state altresì accertate diverse condotte distrattive attraverso le quali, prima della messa in liquidazione della società, l'uomo aveva occultato attivo patrimoniale ammontante nel complesso a circa 2 milioni e mezzo di euro, superiore ai debiti maturati e utile a soddisfarli appieno.

In particolare è stato accertato che, tra il 2011 e il 2015, la situazione patrimoniale è stata aggravata: dalla vendita sottocosto o in nero di autovetture per circa 1.500.000 euro; dal prosciugamento delle casse societarie per altri 40.000 euro mediante prelevamenti in contanti ovvero giroconti eseguiti a favore di rapporti bancari intestati ai figli del Maesano; infine, dalla distrazione, per oltre 900.000 euro, di crediti commerciali dell’impresa, incassati personalmente dal Maesano ovvero gratuitamente ceduti ad un altro soggetto economico, sempre a lui riconducibile, subentrato nella gestione dell’attività.

Infatti, nel corso delle indagini è emerso che allo stesso nucleo familiare sono riconducibili altre due società operanti nel medesimo settore, l’una fallita nel 2012 e l’altra, “Mondo delle auto” srl, ancora attiva, costituita nel 2015, nella stessa sede delle precedenti e intestata ad un prestanome che agiva sotto le direttive dello stesso Maesano.

I finanzieri hanno quindi portato alla luce il preciso disegno criminoso orchestrato dal Maesano e finalizzato a garantirsi la sostanziale continuità gestoria dell’attività commerciale mediante l’utilizzo strumentale di plurime società tenute in vita qualche anno e poi condotte volutamente al fallimento, il tutto in danno di creditori privati e soprattutto dell’Erario.

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Oltre a Mario Maesano, anche altri soggetti sono indagati per il reato di bancarotta fraudolenta previsto dagli articoli 216 e 223 della Legge Fallimentare.

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