Uil: "Bene l'ampliamento della connessione veloce, ma serve di più"

Il commento della Uil all'aumento della connessione veloce annunciato da Tim

“Le autostrade informatiche sono ancora molte lontane da Catania, ma fa piacere che qualcosa si muova. Consideriamo un primo, timido, passo l’annuncio diffuso in queste ore dalla Tim sulla prossima attivazione della banda ultralarga in sette comuni. Per la gran parte dei cittadini di questa provincia, lavoratori e studenti su tutti, dobbiamo però confermare l’appello-denuncia lanciato esattamente un mese fa dall’Esecutivo territoriale Uil: facile in tempo di Emergenza Coronavirus parlare di smart working e didattica a distanza. Poi bisogna confrontarsi con la realtà!”. Lo affermano i segretari generali della Uil e della Uilcom di Catania, Enza Meli e Gaetano Cristaldi, commentando la nota della compagnia delle telecomunicazioni “sullo sviluppo della banda ultralarga” che nella nostra provincia riguarderà Aci Bonaccorsi, Belpasso, Camporotondo Etneo, Castel di Iudica, Mazzarrone, Nicolosi, Valverde. “Restano tante, troppe, comunità – aggiunge Enza Meli – fuori da una lista, peraltro stilata in ossequio a una misura contenuta nel decreto-legge CuraItalia. La Tim, intanto, ha anche assicurato per i centri non raggiunti dalla fibra il proprio impegno per la diffusione di connessioni ultrabroadband grazie alla tecnologia Fwa. Ben venga pure questa assunzione di impegno, che sollecitiamo pure alle altre società del settore”.

Il mese scorso, l’Esecutivo Uil in un documento aveva protestato perché “a Catania e provincia, soprattutto in provincia, le reti informatiche sono inadeguate e le scuole non sufficientemente attrezzate”. “L’emergenza Coronavirus – ha scritto il Sindacato dei Cittadini – svela ritardi e chiama investimenti: si raccolga la sfida, si costruiscano occasioni di lavoro buono e utile, si aiuti questo territorio a combattere il declino creando opportunità per il futuro. Mentre la città è in gran parte cablata con la rete veloce, in provincia esistono ancora molti luoghi dove la banda larga non è ancora arrivata e la velocità di connessione non permette un’interazione adeguata. Università e Istituti scolastici, ad esempio, si attrezzano per fare lezioni in streaming che non potranno essere seguite da tutti allo stesso modo. Rivendichiamo un piano per abbattere le barriere tecnologiche, quando ancora resistono quelle architettoniche”. Enza Meli conclude: “Lavoro agile e apprendimento on-line producono risorse, materiali e immateriali: impariamo la lezione di questo tempo di emergenza per crescere, irrobustirci e prepararci alla ripresa”.

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