Venerdì, 23 Luglio 2021
Cronaca

Banda specializzata nelle rapine in appartamento, agivano durante il lockdown

Sfruttavano, infatti, le prolungate assenze dei proprietari dalle proprie abitazioni dovute alle interminabili attese per l'accesso ai supermercati per mettere a segno i furti

Un gruppo criminale specializzato nelle rapine in appartamento è stato scoperto dalla polizia durante il periodo del lockdown. Sfruttavano, infatti, le prolungate assenze dei proprietari dalle proprie abitazioni dovute alle interminabili attese per l'accesso ai supermercati per mettere a segno i furti. In manette sono così finiti, su provvedimento del gip, Luca Nicolosi di 42 anni, Tommaso Savasta di 46, Pietro Bonaccorsi di 47, Francesco Puglisi di 42, Benito Blancato di 42, Benito Blancato di 59 e, Antonino Parisi di 27. Sono ritenuti responsabili, a vario titolo, di associazione per delinquere finalizzata alla commissione di reati contro il patrimonio e detenzione illegale di armi.

L'indagine avviata nel dicembre del 2019 ha permesso di scoprire questa violenta banda di catanesi specializzati in furti in appartamento,  rintracciando l’autovettura utilizzata dal sodalizio criminale ed identificando l’intera organizzazione. Infatti, ad esito di un occasionale controllo, alcuni degli indagati sono stati trovati in possesso di arnesi atti allo scasso, guanti in lattice e fascette in plastica, confermando così il loro coinvolgimento nelle azioni predatorie. Dal richiamato episodio hanno tratto origine le successive indagini, supportate da attività di tipo tradizionale e da presidi tecnici, che, in breve tempo, hanno dimostrato l’esistenza di una vera e propria associazione per delinquere finalizzata all’attuazione di furti in abitazione. 

I primi riscontri investigativi hanno rilevato come il sodalizio criminale, la cui roccaforte era ubicata nel rione di Librino, fosse molto cauto nell'azione tanto da prevedere tutta una serie di misure volte all'elusione di ogni forma di monitoraggio tra cui ad esempio l'utilizzo di autovetture, di volta in volta, prese a noleggio, ed utenze c.d. citofono ("il cellulare del lavoro" - veniva definito dai membri n.d.r.) per mantenere contatti durante le azioni criminose tra il soggetto che faceva da "palo" e gli indagati che si introducevano nell'abitazione. Nel corso dell'indagine è stata riscontrata l'esistenza di una "cassa comune" in cui confluivano parte dei proventi della vendita degli oggetti sottratti necessari per incrementare il business dell'organizzazione caratterizzata anche da specifici canali deputati a "piazzare" il prima possibile la refurtiva e garantirsi denaro contante.

Grazie ai controlli predisposti dalla Squadra Antirapine è stato possibile monitorare a distanza la cessione degli oggetti rubati e recuperare la refurtiva, riconsegnata ai legittimi proprietari. Nel prosieguo delle attività, è stato possibile verificare come il gruppo criminale operasse secondo un modus operandi, tendenzialmente ripetitivo, basato su una preliminare fase consistente nella preventiva attività di osservazione e sopralluogo degli obiettivi, volta, tra l'altro, a verificare condizioni di accesso ed abitudini dei proprietari, nonché in una successiva fase operativa di effrazione ed elusione dei sistemi di protezione degli immobili (ad esempio lo scardinamento di serrature). Durante il periodo del "lockdown", il citato gruppo criminale, invece, di interrompere l'attività delittuosa, a causa delle limitazioni di movimento dovute alle restrizioni imposte per la diffusione della pandemia, sono riusciti a trarre da tale situazione di emergenza sanitaria oggettivi vantaggi, sfruttando le prolungate assenze dei proprietari dalle proprie abitazioni dovute alle interminabili attese per l'accesso ai supermercati. A tal proposito, in una conversazione intercorsa tra gli indagati, uno di loro ha affermato: "con questo fatto del coronavirus se becchi la famiglia che deve andare a fare la spesa, tu puoi stare sicuro che nella loro casa ti puoi fare anche un chilo di pasta ed una spaghettata". Dalle parole ai fatti: in una di queste occasioni, segnatamente durante l'assenza dei proprietari, a riscontro di quanto emerso dall'attività tecnica, nel mese di marzo, sono stati tratti in arresto, in flagranza di reato, alcuni componenti del gruppo criminale a seguito della consumazione di un furto in abitazione. Anche in tale circostanza, la refurtiva, consistente in gioielli e danaro contante, è stata restituita al proprietario che ha manifestato apprezzamento per l'operato della Polizia. Tra gli oggetti trafugati, recuperati e restituiti all'avente diritto, anche un fucile da caccia, nella disponibilità dell'organizzazione.

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