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Barriere architettoniche in città, primi passi verso l'adozione del Peba

Si tratta del "Piano Eliminazione Barriere Architettoniche". L'Anci, nella persona di Piero Fassino, ha sollecitato tutti i comuni d'Italia ad impegnarsi per eliminarle. Segnali sembrano arrivare anche dalla realtà politica catanese, in attesa di risposte dall'amministrazione comunale

Si chiama PEBA ed è l’acronimo che sottende il termine “Piano Eliminazione Barriere Architettoniche”. Una sigla che Catania sembra disconoscere, vista la conformazione architettonica del territorio. Barriere architettoniche di ogni genere rendono infatti difficile la vita cittadina non solo per i disabili, ma anche per anziani, bambini, donne incinte e genitori con passeggini.

Interventi progettuali del genere, che andrebbero a toccare l’ambito di pianificazione urbana, necessitano di interventi mirati e strutturali. Un appello forte è arrivato da parte dell'ANCI (Associazione nazionale comuni italiani) nella persona di Piero Fassino, il quale ha sollecitato tutti i comuni d'Italia ad impegnarsi per eliminare le barriere architettoniche nelle varie città.A Catania diversi episodi testimoniano la volontà di programmare uno sfruttamento sostenibile del territorio. O almeno un interesse concreto da parte delle amministrazioni locali di seguire le direttive nazionali. Nel mese di settembre il consigliere comunale, Giuseppe Musumeci, appartenente al gruppo Movimento Articolo 4, in un’interpellanza rivolta al sindaco Enzo Bianco, ha espressamente richiesto che “Venga realizzata  una mappatura della città indicante i siti ove insistono  barriere architettoniche che impediscono l’accesso ai disabili. Si tratterebbe di  un censimento puntuale di tutte le barriere presenti nei diversi spazi urbani quali gli edifici dell’Amministrazione, le scuole, le  strade, le fermate autobus e le stazioni della metropolitana. Ancora oggi si parla di abbattimento di barriere architettoniche  come di un evento straordinario, quando invece dovrebbe essere di norma  prevedere strutture accessibili a tutti”.

Altro appello parte dalla seconda municipalità, questa volta dal gruppo politico “Patto per Catania”, a testimonianza del fatto che siamo di fronte ad una battaglia trasversale, priva di colore politico. Il consigliere Pina Rapicavoli, primo firmatario della mozione, insieme ai consiglieri Marco Di Blasi e Platania Ignazio, hanno espressamente richiesto un “Piano per l’eliminazione delle barriere architettoniche nella seconda circoscrizione, Picanello-Ognina-Barriera-Canalicchio”. Il progetto, fanno sapere gli esponenti del gruppo "Patto per Catania", ha un seguito all'interno del Comune etneo dove il capogruppo Alessandro Porto sta seguendo dettagliatamente la vicenda.

Come specificato nel documento presentato rientrano nella categoria di barriere architettoniche anche “segnaletiche orizzontale di ogni genere, (cartelloni pubblicitari, segnaletica stradale ecc) poste al centro dei marciapiedi, che costringono i disabili a percorrere la strada affianco alle vetture e ai ciclomotori in transito”. Tra le condizioni proposte, volte a superare questi ostacoli architettonici, vi è “la creazione di palificazione a bandiera, in grado di eliminare gli ostacoli alla fruibilità sicura nei marciapiedi, oltre che la realizzazione di un piano pilota per la seconda circoscrizione”. In attesa di risposte da parte dell’amministrazione comunale, la strada verso la riduzione delle barriere architettoniche sembra avere inizio.

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