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Bastione degli Infetti, un pezzo di storia catanese chiuso al pubblico

Ancora quartiere Antico Corso al centro dei riflettori. Dopo la Chiesa della Purità, che ospiterà l'auditorium della facoltà di Giurisprudenza, scopriamo un altro pezzo di storia abbandonato in una città che ha deciso di investire nel cemento, non nella cultura

Ancora quartiere Antico Corso al centro dei riflettori. Dopo la Chiesa della Purità, che ospiterà l’auditorium della facoltà di Giurisprudenza, scopriamo un altro pezzo di storia abbandonato e chiuso al pubblico: Il Bastione degli Infetti.

COSTRUITO IN PIETRA LAVICA DA CARLO V. C’è chi crede nella bellezza culturale della propria città. Chi si domanda come mai New York riesca ad avere un numero di centri commerciali vicino a quello di Catania. Forse questo nessuno potrà mai spiegarlo. Così come trovare resti della cinta muraria cittadina cinquecentesca abbandonati: nessuno potrà mai pensarlo. Fantascienza per chi vive fuori Catania. Realtà per chi vive, invece, tutti i giorni il quartiere Antico Corso. Qui, infatti, il Bastione degli Infetti, uno degli 11 costruiti per volere di Carlo V, totalmente in pietra lavica, rimane chiuso al pubblico. Abbandonato.

FERMO’ LA LAVA NEL 1669. Salvatore Castro, presidente del comitato popolare Antico corso, ha svelato la storia che racchiude il bastione cinquecentesco. “Siamo in presenza di una fortificazione di rinforzo, simile al bastione del Tindaro, che rimane però in condizioni migliori di questo”. In occasione dell’eruzione vulcanica, che distrusse parte della città etnea, quest’area della cinta muraria di Catania contribuì a deviare il corso della lava. “La colata defluì – continua Castro - lungo la zona periferica e Castello Ursino. Insieme al convento dei Benedettini - la parte più vecchia - contribuì a preservare e custodire la zona più abitata della città”

OGGI COSA RIMANE. Passando lungo Via Torre del Vescovo muore la dignità di un posto così prezioso per la storia di Catania. Inizia qui, infatti, il basamento roccioso in pietra lavica eretto secoli fa su ordine del sovrano Carlo V. La presenza dei cassonetti della spazzatura, però, lascia nel degrado una vista tanto importante. Tra sporcizia e rifiuti, muore la memoria e il valore storico-architettonico della città.

Lo scenario non cambia entrando. L’erba incolta cresce lungo il perimetro che le delimita la fortezza muraria. Tutto intorno, le case dell’antico corso quasi sovrastano il Bastione. Antiche, diroccate, al limiti dell’agibilità. Creano una sorta di recinto che nasconde, marginalizza un bene così prezioso, ma sconosciuto a gran parte dei cittadini.

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