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Beatrice Lorenzin a Catania: "Aggressioni ai medici sono cose da Terzo Mondo"

In generale, sulla sanità siciliana, ha detto: "La salute c'é ma speriamo che migliori il prossimo anno, nel senso che la nuova Rete applica finalmente un approccio molto innovativo e moderno per la Sicilia"

"Riprende domani in Senato l'esame dei vaccini e speriamo di concludere questa settimana portando un ottimo risultato per l'Italia. Abbiamo visto in questi giorni che l'epidemia è purtroppo molto importante nel nostro Paese. Succedono infatti cose strane come quella del 'Settebello' e in tal senso faccio i migliori auguri ai nostri atleti e spero che anche senza di loro la nostra squadra possa farsi valere". Lo ha detto il ministro della Salute Beatrice Lorenzin a Catania rispondendo alle domande dei giornalisti a margine di un incontro organizzato da Alternativa Popolare sulla programmazione sanitaria in Sicilia.

Sulle aggressioni negli ospedali siciliani, ha dichiarato: ''Queste sono cose inammissibili, inaccettabili, che denotano tra l'altro una perdita, che noi dobbiamo assolutamente recuperare, del senso delle istituzioni sanitarie''. ''I medici - ha aggiunto Lorenzin - non possono essere aggrediti mentre effettuano le terapie. Queste sono cose che avvengono in Paesi del Terzo Mondo. Da parte mia e del ministro la mia piena solidarietà, ma bisogna lavorare molto su una ripresa della centralità dell'istituzione sanitaria a tutti i livelli, anche nell'informazione scientifica, come vediamo dal dibattito di questi giorni''.

In generale, sulla sanità siciliana, ha detto: "La salute c'é ma speriamo che migliori il prossimo anno, nel senso che la nuova Rete applica finalmente un approccio molto innovativo e moderno per la Sicilia e questo permetterà e permette già adesso di realizzare anche quasi 3.000 assunzioni con i concorsi fatte in base a fabbisogni specifici: cioè non ci servono 200 medici in Asl ma quanti anestesisti, quanti geriatri, quanti infermieri, quanti specialisti rispetto ai fabbisogni reali per l'operatività della realtà siciliana''. 

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