Beffa ai giocatori del Palermo, risponde l'avvocato di un tifoso catanese

L'Avv. Giacomo Bellavia - in una nota- chiarisce la posizione di un tifoso catanese presente nella foto con Miccoli. Il tifoso ha voluto festeggiare una vittoria del Catania insieme a un personaggio noto del mondo del calcio, mostrando nella foto le due dita in gesto di vittoria

Hanno  fatto il giro del web - partendo da facebook e, precisamente, dalle bacheche dei tifosi catanesi - le foto che riprendevano alcuni tifosi etnei insieme con i giocatori del Palermo. E fin qui, nessun problema. Due dita mostrate in segno di vittoria alle spalle dei giocatori, forse "inconsapevoli", hanno però creato un "tam tam" virtuale. Una "beffa" ai danni dei calciatori palermitani. Fabrizio Miccoli precisa che lui non era al corrente dello scherzo e che "ha scattato la foto con quei tifosi soltanto perché presentati come affetti di una malattia che da qui a breve li avrebbe portati via“.

In risposta a quanto dichiarato dal giocatore rosanero, la nota dell'avvocato Giacomo Bellavia in difesa di uno dei tifosi catanesi fotografato insieme con Miccoli. "Nella assoluta buona fede e con spirito goliardico, non certo per ledere il decoro e la rispettabilità del professionista, il signor A.Q. ha voluto festeggiare una vittoria sportiva del Catania insieme ad altri tifosi ed a un personaggio noto del mondo del calcio, mostrando nella foto le due dita in gesto di vittoria.
Con la presente si contesta l’atteggiamento del signor Miccoli, il quale anziché ammettere candidamente di essere stato oggetto di una “burla”, tra l’altro gioviale e per nulla offensiva, si è giustificato asserendo testualmente di  aver scattato la foto con quei tifosi “soltanto perché presentati come affetti da una malattia che da qui a breve li avrebbe portati via”. Detta affermazione risulta assolutamente falsa e mai proferita dal mio assistito o da altri, come possono testimoniare le decine di persone presenti sui luoghi, tanto che stiamo valutando se esistono gli estremi per adire le vie legali per far accertare la  configurabilità del reato di diffamazione a mezzo stampa da parte del giocatore. L’aver, infatti, attribuito falsamente un comportamento raggiratorio e truffaldino al tifoso in questione ha leso fortemente la sua immagine e onorabilità, e lo ha esposto a critiche ed attacchi proprio a causa della detta dichiarazione, senza la quale un mero gesto goliardico sarebbe stato valutato dall’opinione pubblica per quello che è. Si ritiene infine la condotta del signor Miccoli ulteriormente lesiva perché per giustificare l’accaduto agli occhi dei propri tifosi ha attribuito falsamente delle dichiarazioni al mio assistito attinenti la sfera personalissima della salute, ambito con vari strumenti tutelato dall’ordinamento sia civilistico che penalistico, motivo per il quale ci riserviamo di adire le vie legali nei suoi confronti per tutelare le sue  ragioni
".
 

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