Beni Culturali, la soprintendente Fulvia Caffo: "Tanto deve essere ancora fatto"

La Soprintendente ai Beni Culturali Fulvia Caffo, intervistata da Catania Today, spiega quali saranno le priorità della sua gestione ed in quali settori è necessario investire ulteriori risorse per tenere alto il prestigio del patrimonio artistico locale

"Tanto è stato fatto sul fronte della  conservazione dei beni culturali, ma tanto deve essere ancora fatto. Penso alla manifattura Tabacchi, al collegio dei Gesuiti di Via Crociferi". La Soprintendente ai Beni Culturali Fulvia Caffo, intervistata da Catania Today, spiega quali saranno le priorità della sua gestione ed in quali settori è necessario investire ulteriori risorse per tenere alto il prestigio del patrimonio artistico locale. "In questo caso -continua parlando a proposito dell'ex sede dell'istituto d'arte- abbiamo un progetto di restauro aperto da alcuni anni, grazie ai fondi della legge 433 sulla ricostruzione dopo il sisma di Santa Lucia. Quando tutto sarà completo diventerà una biblioteca regionale, dato che questa istituzione storica di fondamentale importanza per la città occupa ambienti ormai troppo angusti per la grande quantità di materiale accumulato negli anni".

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Molti dei monumenti catanesi appartengono ai privati ed in questi giorni tiene banco una vivace polemica sollevata dal Codacons sull'accessibilità di un edifico sepolcrale posto all'interno di una villa in via Ipogeo. "Il tema della fruizione dei beni culturali si è evoluto nel tempo ed oggi c'è sicuramente una maggiore sensibilità nella fruizione dei beni culturali. E' auspicabile sicuramente una maggiore apertura da parte dei privati e noi la favoriremo in tutti i modi". 

"Ci siamo molto spesi nella valorizzazione del nostro patrimonio anche in collaborazione con le amministrazioni comunali. Penso ad esempio alla perimetrazione dei parchi archeologici della provincia di Catania, risorsa preziosa per il turismo che deve essere sempre più destagionalizzato e legato al circuito culturale. Stiamo facendo il massimo per poter ottimizzare le nostre risorse,sempre troppo poche, e proseguire in questo senso il nostro lavoro".

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