Futuro dei beni culturali, dibattito ai Benedettini: Giuliano Volpe presenta nuovo libro

Presentato il libro di Giuliano Volpe dal titolo "Patrimonio al futuro. Un manifesto per i beni culturali e il paesaggio". Presente il rettore dell'università di Catania, Giacomo Pignataro. "Necessaria l’immissione dei nuovi professionisti dei beni culturali all’interno dell’organico del MIBACT" ha dichiarato Volpe

Presentato il libro di Giuliano Volpe dal titolo "Patrimonio al futuro. Un manifesto per i beni culturali e il paesaggio". Al Coro di Notte del Monastero dei Benedettini erano presenti il rettore dell'università di Catania, Giacomo Pignataro, rettore dell’università degli studi, Massimo Frasca, direttore della scuola di specializzazione in Beni archeologici, Mariarita Sgarlata, il professore associato di archeologia Cristiana e Medievale, Francesco Mannino, il presidente di officine culturali, Paolo Patanè, direttore del CUNES (Coordinamento Città Unesco Sicilia) e Orazio Licandro, Assessore alla Cultura del Comune di Catania.

Il rettore Pignataro ha ricordato come "il buon esempio di Patrimonio culturale condiviso e fruibile costituito dal Monastero dei Benedettini sia dovuto alla lungimiranza del professore Giarrizzo, recentemente scomparso". Frasca ha invece rimarcato "l’impegno profuso dai docenti in questi anni per assicurare il mantenimento di buoni livelli di qualità dei corsi per gli allievi scuola di specializzazione in Archeologia".

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Il professore Volpe, leggendo alcuni passi salienti del suo libro, ha sottolineato come "i musei si presentino come “edifici chiusi”, non in grado di attrarre l’attenzione dei bambini (assai significativa la lettura di una descrizione di un reperto archeologico scritta in un linguaggio oscuro e usata come didascalia), incapaci di fornire servizi essenziali come  caffetterie o ristoranti, a Pompei l’unico punto di ristorazione è un Autogrill"

Ha poi rilanciato la necessità di una apertura di mentalità che sia in grado di “conservare l’eredità culturale rinnovandola continuamente” perché “fedeltà alla tradizione significa tenere accesso il fuoco, non adorarne le ceneri”. Infine, ha concluso sottolineando come sia "necessaria l’immissione dei nuovi professionisti dei beni culturali all’interno dell’organico del MIBACT, in cui quasi un dipendente su due è un semplice custode".

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L’intervento ha poi scatenato un lungo dibattito, in cui sono intervenuti studenti dei corsi di Beni Culturali dell’Università, docenti universitari, personale tecnico della Soprintendenza di Catania e la rappresentante della Associazione Nazionale Archeologi –sezione Sicilia- che ha apprezzato le belle parole spese dal professore Volpe sulle qualità dei professionisti dei beni culturali.

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