Bilancio, manca numero legale: oggi bastano 10 voti per approvare il documento

Dopo il vespaio di polemiche sull'urgenza posta dalla presidente Francesca Raciti alla votazione sul bilancio, ieri sera è mancato il numero legale, rimandando a oggi la decisione

Una seduta lampo, "inusuale" secondo i frequentatori di Palazzo degli Elefanti, aperta e chiusa in poco tempo dopo un paio di interventi e una votazione fallita. Protagonista questa volta la presidente del Consiglio comunale Francesca Raciti che, dopo aver portato all'ordine del giorno la votazione d'urgenza del rendiconto 2016 ha proposto una sorta di riconoscimento di legittimità della sua scelta all'assemblea. Che però, nonostante l'aula fosse già abbastanza piena, ha provocato qualche maldipancia, portando di fatto all'assenza del numero legale e, quindi, al rinvio.

Poco spazio al dibattito, nei momenti immediatamente precedenti, che ha visto contrapporsi il capogruppo di "Con Bianco per Catania" Alessandro Porto - che ha sottolineato la necessità di approvazione immediata, pena il mancato pagamento dei dipendenti comunali - e Manlio Messina (FdI) che, invece, ha parlato di "violazioni di legge". Basterà quindi la presenza di soli 18 consiglieri questa sera per l'approvazione del documento fiscale e, in particolar modo, di 10 voti favorevoli

Un rush finale che tiene sul filo del rasoio i lavoratori dell'ente così come quelli delle partecipate e delle cooperative sociali, ormai da mesi senza stipendio. Una corsa che ha indispettito molti consiglieri e che, secondo alcuni, rappresenta ormai il comportamento abituale dell'amministrazione guidata da Enzo Bianco. "Questo bilancio non ha subìto proroghe, doveva essere esitato dalla giunta il 20 marzo e portato in Consiglio il 13 aprile - ha spiegato il vicepresidente del Consiglio Sebastiano Arcidiacono a CataniaToday - "Se l'amministrazione avesse avuto più attenzione, i soldi sarebbero arrivati per tempo e non ci sarebbero stati i problemi economici - continua Aricidiacono - in questi mesi non si è fatto nulla e oggi ogni responsabilità ricade sul consiglio, un comportamento onestamente inaccettabile".

Secondo Arcidiacono, ad emergerebbe sarebbe proprio un conflitto istituzionale, uno scontro tra giunta e consiglio che porterebbe a un progressivo aumento della tensione in aula. "Non si possono votare bilanci senza averli studiati, - afferma - sono provvedimenti importanti che hanno effetti su tutta la città, e questo aspetto a mio parere è più grave della stessa urgenza". "Votare qualcosa senza leggere - continua - è un pessimo modo di servire i cittadini che pagano le tasse", e aggiunge chiaramente provocatorio "A questo punto aboliamolo il consiglio comunale, non serve più". 

A tal proposito, sul proprio profilo Facebook il consigliere era stato molto più duro, parlando di "meschine manovre di Palazzo", con le quali "si sta costruendo un castello di bugie e ricostruzioni artefatte della realtà, per costringere con un blitz quello che resta della ex maggioranza consiliare ad approvare, contro la legge e i regolamenti, la delibera con i suoi 24 documenti allegati". 

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