Bilancio Comune, Notarbartolo: "Strani contributi da 1 milioni di euro"

1 milione di euro, "fondi inseriti nel bilancio di previsione 2014 del Comune di Catania, che sarebbero stati richiesti da Palazzo degli Elefanti a fornitori e imprese che hanno ottenuto i pagamenti delle spettanze arretrate con il Dl 35 del 2013"

Una voce di bilancio intitolata “Donazioni”, per un ammontare complessivo di 1 milione di euro, “fondi inseriti nel bilancio di previsione 2014 del Comune di Catania, che sarebbero stati richiesti da Palazzo degli Elefanti a fornitori e imprese che hanno ottenuto i pagamenti delle spettanze arretrate con il Dl 35 del 2013”.

Una voce “bizzarra”, come afferma il consigliere comunale del Partito Democratico Niccolò Notarbartolo, che questa mattina ha presentato un’interrogazione urgente all’Amministrazione comunale “sulla scelta quanto meno inusuale – spiega – di richiedere un libero contributo a chi ha legittimamente incassato delle somme, probabilmente cospicue, ma in ogni caso dovute”.

LA RISPOSTA DEL RAGIONIERE GENERALE DEL COMUNE

“Ritengo doveroso che la Ragioneria Generale faccia chiarezza e renda pubbliche le somme effettivamente incassate nel capitolo Donazioni, con l'espressa indicazione dei nomi dei soggetti donatori e degli importi da ciascuno donati – prosegue Notarbartolo – Ma credo sia necessario anche verificare su quali basi realistiche sia stata ipotizzata un'entrata di importo pari ad 1 milione di euro a titolo di donazioni, anche perché nel bilancio di previsione devono essere iscritte solo le entrate ragionevolmente accertabili nel periodo di riferimento, soprattutto alla luce dei fragili equilibri finanziari del Comune”.

Nella stessa interrogazione il consigliere comunale del Pd chiede “di rendere noti con quali provvedimenti sono stati richiesti questi 'liberi contributi' ai fornitori, aziende che finalmente erano riuscite a ottenere, dopo anni e anni di attesa, il pagamento dovuto e se la richiesta della donazione da parte del Comune sia stata effettuata prima o dopo i pagamenti delle spettanze ai fornitori stessi per i lavori che avevano eseguito per l'amministrazione comunale”.

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