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Giovedì, 1 Dicembre 2022
Cronaca

Bimba nata prematura muore per un'infezione al Cannizzaro: 11 indagati

La piccola era nata sana, anche se prematura, e posta in incubatrice. Alcuni giorni dopo è stato comunicato ai genitori che era sopraggiunta un'infezione causata da un batterio. Morirà l'11 agosto per insufficienza cardiaca: i genitori chiedono di accertare eventuali responsabilità

La Procura di Catania ha iscritto nel registro degli indagati 11 sanitari dell'ospedale Cannizzaro in seguito al decesso di una bimba, nata prematura e deceduta lo scorso 11 agosto. L'apertura di un procedimento penale è avvenuta in seguito all'esposto dei genitori. E' stata disposta l'autopsia sul corpo della piccola, che dovrà essere riesumata dal cimitero di Acireale, in cui è sepolta. L'incarico sarà affidato ad un medico legale il prossimo 7 novembre. La mamma 29enne risiede ad Acireale con il marito, di 38 anni: la difesa dei genitori è stata affidata allo studio 3A. Il 16 luglio 2022 la donna si era recata al pronto soccorso ostetrico del Cannizzaro per un distacco della placenta che metteva in pericolo la sopravvivenza del feto. Essendo giunta alla 29esima settimana più tre giorni di gravidanza, i medici dell’Unità operativa di Neonatologia hanno deciso di anticipare il parto, sottoponendola lo stesso giorno a un cesareo, perfettamente riuscito. La bimba è nata sana, pesava un chilo e 316 grammi. E' stata quindi posta in incubatrice presso l' Unità di Terapia Intensiva Neonatale. Ad una decina di giorni dalla nascita, una dottoressa avrebbe riferito ai genitori il forte sospetto che la figlioletta fosse stata colpita da un’infezione che il personale non era stato ancora in grado di identificare. Dopo quattro giorni di attesa, in cui la mamma e il papà potevano comunque vedere e toccare, con le opportune accortezze, la loro bimba in incubatrice, la conferma è arrivata. Il 30 luglio è stato infatti comunicato alla coppia che la neonata era positiva al "Serratia Marcescens", un batterio responsabile di un’ampia gamma di infezioni nosocomiali.

Da allora i genitori non hanno più potuto vedere né accarezzare la bambina, se non il 10 agosto, il giorno prima del decesso. Dal 30 luglio le condizioni della piccola sono andate via via peggiorando, fino alla morte avvenuta per insufficienza cardiaca. Secondo i difensori dei genitori, il decesso sarebbe stato "concausato dai farmaci con cui i medici tentavano disperatamente di curarla. Sempre il giorno prima della morte, il 10 agosto, alla mamma e al papà della bimba era stata fatta firmare un’autorizzazione per provare a somministrarle un antibiotico in quanto questo medicinale avrebbe potuto avere effetti collaterali, essendo consigliato per i bambini dai sei anni in su, tra cui appunto l’arresto cardiaco". "Sconvolti dal dolore per la perdita della loro unica figlia - si legge nella nota di studio 3A - i due genitori nell’immediatezza hanno pensato solo a darle una degna sepoltura. Ma hanno fatto richiesta all’ospedale delle cartelle cliniche di cui hanno ottenuto copia soltanto il 26 settembre e da cui emerge come in realtà la piccina risultasse positiva anche ad altri batteri. Di cui però la coppia non era mai stata messa al corrente dai sanitari: 'Staphylococcus Epidermidis', 'Enterobacteriaceae' e 'Kpc Carbapenem Resistant' ".

La successiva denuncia è stata depositata presso il carabinieri del nucleo Nas di Catania. Il 7 ottobre la coppia è stata convocata e sentita dagli inquirenti negli uffici giudiziari della Procura etnea, accompagnata dal legale di fiducia Giuseppe Nocita. E' stata richiesta, e messa da loro a disposizione degli inquirenti, tutta la documentazione clinica in loro possesso. Il 28 ottobre il Pubblico Ministero titolare del fascicolo, Fabio Salvatore Platania, ha firmato e poi fatto notificare l’avviso di accertamenti tecnici non ripetibili, oltre che alle parti offese (i genitori e i quattro nonni), anche ad 11 tra dottori e dottoresse del reparto di Neonatologia - Unità di Terapia Intensiva Neonatale del Cannizzaro, iscritti nel registro degli indagati. L’incarico per l’autopsia, che dovrà chiarire le esatte cause della morte ed eventuali malpractice, sarà conferito lunedì 7 novembre, alle 11, nel palazzo di Giustizia di Catania, al professor Cristoforo Pomara, medico legale dell’istituto di medicina legale di Catania, alla dottoressa Maria Serenella Pignotti, medico specialista in Pediatria presso l’Azienda Ospedaliera Universitaria Meyer di Firenze, e al professor Giuseppe Nunnari, medico specialista infettivologo e docente di Malattie Infettive all’Università di Messina. Consulente di parte per le operazioni peritali il medico legale Antonino Trunfio, che nell’udienza di conferimento dell’incarico di lunedì sarà formalmente nominato dalla penalista dei genitori e dei nonni della bimba, avvocato Laura Milazzo Sanfilippo del foro di Catania.

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