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Gli affari del clan Cappello – Bonaccorsi, dai rifiuti ai bar: al comando la compagna del boss in carcere

Secondo l'inchiesta "Penelope" della squadra mobile di Catania il clan aveva una struttura solida a più livelli e gestiva numerose società legate allo smaltimento dei rifiuti. La storica compagna di Salvatore Cappello riceveva e faceva eseguire le direttive del boss

E’ stata smembrata nei suoi vertici la cosca mafiosa Cappello – Bonaccorsi. Negli anni l'associazione mafiosa ha guadagnato un ruolo di primo piano, grazie anche al fatto che le altre famiglie sono state decapitate dalle numerose operazioni antimafia. L’influenza del clan dalla Sicilia si estendeva fino in Campania, passando per la Calabria, grazie al business dei rifiuti. Il gruppo di comando era formato da Santo Strano, Giovanni Catanzaro, Salvatore Giuseppe Lombardo, Giuseppe Calogero Balsamo e Salvatore Salvo che era il responsabile per la città. Balsamo invece si occupava della attività illecite nei paesi della provincia, soprattutto nel territorio della piana, nel calatino e nell'hinterland pedemontano.

All'avvio delle indagini è emerso l'interesse della cosca per il settore delle energie rinnovabili,con particolare riferimento alla realizzazione di impianti fotovoltaici nella zona di Belpasso, ad opera di un’azienda del Nord Italia.

VIDEO - GLI ARRESTI DELLA SQUADRA MOBILE

VIDEO- IL BLIZ E I SEQUESTRI

VIDEO - I DETTAGLI DELL'OPERAZIONE

Tra gli arrestati c’è anche Giuseppe Guglielmino, imprenditore  che, secondo i magistrati, è stato sino ad oggi  un vero e proprio membro interno all’associazione mafiosa. A Guglielmino sono state sequestrate le società Eco Logistica s.r.l. con sede ad Aci Sant’Antonio che era intestata a due prestanomi, la Consulting Business a San Gregorio, la Geoambiente di Belpasso e la Clean Up S.r.l. Tante di queste aziende sono conosciute nel catanese perché si sono occupate dello smaltimento e della raccolta dei rifiuti in moltissimi comuni della provincia.

I NOMI DEI 31 ARRESTATI

L'ELENCO DELLE AZIENDE COINVOLTE E DEI BENI SEQUESTRATI

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