Cronaca

Boss ergastolano si procura perdite di sangue con ago per avere domiciliari

Lo hanno accertato intercettazioni video disposte dalla Procura, che hanno documentato le scene attraverso telecamere nascoste dei bagni del reparto di Ematologia dell'Ospedale Ferrarotto dove Zuccaro è stato ricoverato

Il boss ergastolano Maurizio Zuccaro, 52 anni, cognato di Vincenzo Santapaola, nipote del boss Benedetto, si praticava in cella dei salassi infilandosi degli aghi nel braccio e all'inguine per aggravare le sue condizioni di salute e ottenere gli arresti domiciliari.

Lo hanno accertato intercettazioni video disposte dalla Procura, che hanno documentato le scene attraverso telecamere nascoste dei bagni del reparto di Ematologia dell'Ospedale Ferrarotto, dove Zuccaro all'inizio di agosto ha trascorso un periodo di degenza ai domiciliari.

L'indagine è stata coordinata dal Procuratore della Repubblica di Catania Giovanni Salvi. Le intercettazioni, disposte dai pm Antonino Fanara e Pasquale Pacifico, hanno indotto il Tribunale del riesame a rigettare il ricorso presentato dai legali di Zuccaro contro l'ordinanza del Gip che aveva disposto il ripristino della custodia cautelare in carcere in sostituzione della misura dei domiciliari in ospedale.

Zuccaro ha sempre rifiutato gli accertamenti medici. Piu' volte condannato per associazione mafiosa, il boss è stato condannato all'ergastolo, con sentenza definitiva, per omicidio e distruzione di cadavere aggravati dalle modalità mafiose. E' inoltre indagato per l'omicidio di Luigi Ilardo, cugino del boss Giuseppe "Piddu" Madonia, ucciso il 10 maggio del 1996 perchè aveva cominciato a collaborare con la giustizia.

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