Cronaca

Vendevano botti illegali su Marketplace: arrestati padre e figlio

Entrambi sono stati condotti presso il carcere Piazza Lanza di Catania, in attesa dell’udienza di convalida: la questura ha diffuso una nota per l'acquisto e l'utilizzo consapevole dei "botti"

Continuano i controlli contro la vendita illegale di fuochi d'artificio, potenzialmente pericolosi per i cittadini. La polizia ha arrestato i pregiudicati catanesi Giacomo e Domenico Agatino Cannavò, rispettivamente, padre e figlio, per detenzione illegale di materiale esplodente. Nel corso dell’attività di controllo del territorio, ieri pomeriggio una pattuglia ha eseguito un controllo presso il domicilio di Agatino Domenico Cannavò, sottoposto alla misura degli arresti domiciliari con braccialetto elettronico.

Il sequestro a padre e figlio

Nel corso del controllo, veniva è stato subito trovato del materiale esplodente, una scatola di razzi lasciata in bella vista nei pressi dell’ingresso di casa. Visto il periodo di festività prossime, in cui è particolarmente frequente il fenomeno della compravendita di materiale pirico, si è resa necessaria una più accurata perquisizione dell’appartamento, attraverso l’intervento dell’unità speciale artificieri. Il controllo è stato esteso al piano superiore, in cui c'erano diversi manufatti illegali di esplosivo del peso successivamente quantificato di circa 2925 grammi di massa attiva. All’interno di un borsone nascosto dentro il pensile della cucina, sono state rinvenute 11 scatole contenenti petardi di categoria F4, notoriamente conosciuti come “Thunder”, per un peso complessivo di massa attiva pari a 4620 grammi, per il cui acquisto è necessario il porto d’armi o il nulla osta all’acquisto da parte dell’autorità di pubblica sicurezza.

La guida della questura sui botti di Capodanno

Una dodicesima scatola della stessa tipologia è stata consegnata spontaneamente da Domenico Cannavò, dopo averla prelevata dalla parete attrezzata della propria cucina.

I botti venduti su Marketplace

Grazie ad ulteriori approfondimenti, il personale della squadra artificieri ha individuato un profilo facebook intestato al giovane Domenico Cannavò, attraverso il quale, mediante la piattaforma di compravendita online “Marketplace”. Il ragazzo vendeva i manufatti esplosivi anche sul Facebook, violando altre norme sulla vendita di questo materiale, particolarmente severe per tutelare i cittadini. Entrambi sono stati condotti presso il carcere Piazza Lanza di Catania, in attesa dell’udienza di convalida.

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