Pedonalizzazione porta Uzeda, Legambiente: "Positiva, ma serve il Brt"

Per gli ambientalisti, la riduzione delle corse del Brt costituisce "dal punto di vista delle politiche della mobilità sostenibile un passo indietro di gravità inaudita"

Legambiente interviene a gamba tesa sulla questione della pedonalizzazione di via Dusmet ed altre aree urbane della città di Catania, con una lunga riflessione sulla mobilità sostenibile nel capoluogo etneo.

"La scelta di pedonalizzare questa parte di via Dusmet appare certamente opportuna e rispondente agli interessi della collettività, in quanto funzionale alla conservazione dei beni storici e culturali, al miglioramento della qualità ambientale della Villa Pacini e del mercato della pescheria, al rafforzamento dell’immagine turistica della città. Appare imprescindibile un coinvolgimento, attraverso le procedure amministrative che si riterranno consone, della comunità cittadina e in particolare degli operatori economici (commercianti, ristoratori, operatori turistici) che gravitano sull’area: coinvolgimento che può consentire, raccogliendo i pareri delle associazioni e dei cittadini, di definire il dettaglio del progetto in modo tale da tenere conto di tutti gli interessi meritevoli di tutela, evitando strumentali contrapposizioni".

"La mancata realizzazione di nuove linee di autobus integralmente su corsie preferenziali e il sostanziale disinteresse della pubblica amministrazione per la sorte della linea BRT1 costituisce dal punto di vista delle politiche della mobilità sostenibile un passo indietro di gravità inaudita. Il progetto delle linee BRT non era un’iniziativa politicamente caratterizzata dalla visione della giunta precedente, ma il risultato della penetrazione nella comunità di un patrimonio condivisibile di idee e di progetti, improntato a logiche di sostenibilità ambientale. Il costo relativamente ridotto delle infrastrutture e della gestione delle linee, la sottrazione di spazi al trasporto privato a favore del mezzo pubblico, l’adattabilità dei percorsi alle mutevoli esigenze urbane, l’attenzione per le periferie e il collegamento con il centro attraverso i parcheggi scambiatori costituivano tutti elementi di una politica della mobilità avanzata, ispirata ai medesimi principi che le associazioni ambientaliste hanno negli anni elaborato e condiviso: appare singolare che tale progetto sia stato sostanzialmente abbandonato dalla nuova amministrazione e non considerato piuttosto quale prioritario".

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"In questo quadro non va disprezzata la politica dei piccoli passi, tra i quali l’auspicabile chiusura del tratto di via Dusmet, da inquadrare in un progetto di più ampio respiro, che si prefigga come obiettivo la pedonalizzazione di aree significative del centro storico, l’ampliamento della zona a traffico limitato sia diurna, sia notturna, e la strutturazione della mobilità sostenibile. La pedonalizzazione delle aree di grande interesse storico culturale e l’ampliamento della ZTL sino al coinvolgimento dell’intero centro storico devono però al contempo essere sostenuti da una politica del trasporto pubblico, che assicuri i collegamenti con le periferie e con i parcheggi scambiatori".

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