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Martedì, 24 Maggio 2022
Cronaca

E' tornata l'ora legale, lancette spostate in avanti di un'ora: stavolta sarà per sempre?

Il cambio è avvenuto stanotte. Gli Stati Uniti si stanno muovendo per rendere permanente l'ora legale a partire dal 2023: cosa ha deciso l'Europa e cosa farà l'Italia?

E' tornata oggi, domenica 27 marzo, l'ora legale. Questa sarà l'ultima volta? Su questo argomento si discute da anni, ma si fa ancora fatica a decidere per l'abrogazione del cambio di orario, specialmente in un periodo difficile come questo caratterizzato da sostanziosi rincari di luce e gas, con le bollette schizzate alle stelle. Mentre gli Stati Uniti si stanno muovendo per rendere permanente l'ora legale a partire dal 2023, cosa ha deciso l'Europa e cosa farà l'Italia?

Che cos'è e a che cosa serve il cambio

L'idea di spostare le lancette avanti in primavera per sfruttare le ore di luce estive viene spesso attribuita a Benjamin Franklin per un articolo satirico pubblicato sul quotidiano francese "Journal de Paris" nel 1784 riguardante il risparmio energetico. La maggioranza degli storici ritiene che il primo ad aver teorizzato l'ora legale sia stato il biologo George Vernon Hudson che nel 1895, alla Royal Society della Nuova Zelanda, propose di spostare le lancette dell'orologio in avanti durante l'estate per usufruire di ore di luce in più.

Nel 1907 il costruttore inglese William Willet la propose come soluzione alla crisi energetica europea durante la Prima guerra mondiale. Dal 1916 la Camera dei Comuni di Londra diede il via libera, molti Paesi fecero lo stesso a seguire. Dal 2001 in tutti i Paesi dell'Unione Europea l'ora legale inizia l'ultima domenica di marzo e termina l'ultima domenica di ottobre. In Italia l'ora legale è in vigore dal 1966. In precedenza era stata usata per la prima volta nel 1916. Dopo essere stata abolita e riconfermata diverse volte, è stata definitivamente adottata dal nostro Paese con una legge del 1965, in un periodo in cui il fabbisogno energetico era un problema stringente.

Quanto si risparmia con il cambio dell'ora

Terna, la società che gestisce la rete elettrica nazionale, ha quantificato il risparmio energetico che si ottiene dal passaggio dall'ora solare all'ora legale. Nel periodo che va dal 2004 al 2020, si è ottenuto un risparmio di 10 miliardi di kilowattora, per un controvalore economico di 1 miliardo e 720 milioni di euro, valore pari al consumo medio annuo di circa 150mila famiglie. Solo nel 2020, considerando però anche il lockdown, nel periodo dell'ora legale sono stati utilizzati 400 milioni di kilowattora di elettricità in meno, pari a 66 milioni di euro risparmiati.

Da considerare che dal passaggio all'ora legale si traggono benefici non sono in termini di risparmio energetico ma anche a livello ambientale, con meno emissioni di anidride carbonica (205.000 tonnellate in meno nel 2020). Il risparmio energetico è concreto, ma sembra diminuire con il passare degli anni (dai 609 kWh del 2004 ai 554 kWh del 2018), anche a causa del maggiore utilizzo dei condizionatori nel periodo estivo che vanno a compensare in parte gli effetti positivi dell'ora legale. In ogni caso si è stimato che dallo spostamento in avanti delle lancette dell'orologio nel periodo primaverile-estivo in media si ottiene un risparmio energetico dello 0,2%, circa 100 milioni di euro ogni anno. 

Cosa farà l'Italia

Per gli Stati Uniti è arrivata l'ora di decidere sui cambi di orari semestrali. Il Senato ha approvato un disegno di legge per rendere permanente l'ora legale a partire dal 2023, per avere pomeriggi più luminosi e sostenere l'attività economica. La misura, chiamata Sunshine Protection Act, passerà ora nelle mani della Camera dei Rappresentanti, prima della firma finale del presidente Joe Biden. Tra i suoi sostenitori, il senatore Marco Rubio: "Se riusciamo a farlo passare, non dobbiamo più fare questa cosa stupida", ha dichiarato. In che direzione sta andando l'Europa? Il parlamento europeo nel 2018 ha approvato l'abolizione dell'obbligo di cambio di orario per i paesi membri, lasciando ad ognuno la facoltà di scegliere autonomamente il da farsi. C'è da considerare che i paesi del nord Europa non traggono particolari vantaggi da questo cambio di orario, avendo poche ore di luce per la vicinanza con il Polo Nord, a differenza dei paesi del sud che sono quelli che dall'ora legale ottengono i maggiori benefici. L'Italia ha deciso di non decidere, o meglio sembra restia nel voler cambiare questa consuetudine che dura ormai da 56 anni (nel nostro Paese l'ora legale è stata introdotta 1966).

Per il momento, dunque, la situazione resta invariata, con sei mesi di ora solare e altri sei di ora legale, in attesa di novità. Come per ogni cosa ci sono alcune persone a favore dell'ora legale ed altre contro. Chi è a favore del cambio di orario semestrale cita principalmente i benefici derivanti dai consumi energetici, chi è contrario invece parla di svantaggi psico-fisici derivanti dalla riduzione delle ore di sonno, come stanchezza, irritabilità, disturbi del sonno e stress. Secondo alcune statistiche, inoltre, sembra che nei mesi di aprile e novembre si registri un leggero aumento degli incidenti stradali, ma anche di infarti e ictus.

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