Campagna affissione Job Creation, continua la protesta: "Il Comune ha perso 2 milioni di euro"

L'azienda di cartellonistica pubblicitaria ha vinto un ricorso al Consiglio di Giustizia Amministrativa contro il protocollo tra il comune di Catania e le grosse aziende del settore. "L'amministrazione è andata contro la legge ripristinando gli impianti Start e Alessi e non concedendo invece nuove autorizzazioni" attacca Angelo Caruso

La Job Creation chiede legalità e dà il via ad una nuova campagna di affissioni dopo quella di 10 giorni fa. L'azienda di cartellonistica pubblicitaria ha vinto un ricorso al Consiglio di Giustizia Amministrativa contro il protocollo tra il comune di Catania e le grosse aziende del settore. La sentenza aveva di fatto considerato abusivi circa 400 cartelloni, ma nonostante questo, attacca la Job Creation,  "dopo una nota del comune firmata dalla Ragioneria Generale, si è proceduto alla riattivazione di 176 impianti pubblicitari".

La Job Creation ha così avviato una protesta e adesso chiede il rispetto della sentenza del Cga. Nella protesta avviata dalla giornata di oggi, inoltre, ha focalizzato l’attenzione sul mancato introito da parte del comune di 2 milioni di euro, danno economico che si unisce alle difficoltà economiche dell'azienda, schiacciata dalla concorrenza da parte di quelle aziende come la Start e la Alessi, dichiarate illegittima dal Cga, ma i cui impianti pubblicitari sono stati ripristinati:

"Si continua a non rispettare la sentenza cga dal maggio 2015, sono stati infatti sbloccati impianti Start e Alessi. Il Cga, al contrario, aveva invece detto di dare il via a nuove autorizzazioni per le affissioni da concedere in ordine cronologico, ma questo non è avvenuto e dopo anni di lotte e dopo che la legge ci ha dato ragione- tuona Angelo Caruso - il comune non ha permesso a noi della job creation di lavorare, dando invece spazio ai poteri forti di questo settore e andando contro una sentenza di legge"

"Il comune non ha inoltre avuto intrioti per 2 milioni- aggiunge Caruso, spiegando il focus della nuova cartellonistica e della nuova protesta odierna - perchè non rispettando la sentenza del Cga ha perso soldi, dando invece ulteriori regolari autorizzazioni non li avrebbe persi"

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"Perchè non sono state date? - è l'amara considerazione dell'azienda -  "Ancora oggi non abbiamo possibilità di lavorare a causa di azioni coercitve dell'amministrazione e delle aziende abusive del settore, cosa grave è che vengono sistematicamente coperti i nostri poster, mentre quelli dichiarati abusivi continuano a restare. Siamo di fronte ad incompetenza o sudditanza dell'attuale amministrazione?" attacca infine Caruso.
 

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