Canalicchio: la timpa di Leucatia tra degrado e abbandono

I consiglieri Campisi e Patella chiedono che questa grande area verde diventi un parco aperto a tutti

Le condizioni di estremo abbandono in cui si trova la parte nord della Timpa di Leucatia sono evidenti a tutti. Un degrado che coinvolge anche la vicina via Titomanlio Manzella dove i residenti protestano contro la persistente presenza di micro discariche abusive. Da anni il vice presidente della municipalità di “Ognina- Picanello-Barriera- Canalicchio” Alessandro Campisi e la consigliera della II circoscrizione Adriana Patella si battono affinchè questa vasta area possa diventare un parco aperto a tutti. Un importante punto di aggregazione per migliorare il volto del quartiere. "Abbiamo raccolto l’appello delle associazioni e dei comitati cittadini- afferma Alessandro Campisi- e per questo chiediamo un incontro con l’amministrazione che serva a costruire qui un luogo di socializzazione protetto, sicuro e dotato di quelle strutture necessarie dove possano giocare i bambini. La presenza dell’antichissimo acquedotto benedettino è un punto di partenza per quel progetto che il territorio sogna da anni. Oggi, purtroppo, la realtà parla di una zona invasa dalle erbacce e dai rifiuti con il rischio continuo di incendi in estate e di pantani melmosi in inverno".

Da anni si parla della Timpa di Leucatia come di una cattedrale nel deserto con tante incognite e poche certezze. "Bisogna capire che fine hanno fatto quei progetti e quei piani di lavoro necessari alla valorizzazione di questo territorio- dichiara la consigliera Patella-. I problemi strutturali nella zona nord della II municipalità sono evidenti a tutti e possono essere risolti solo con una programmazione precisa e puntuale che consenta di sfruttare al massimo le poche risorse che abbiamo a disposizione. Un parco rivaluterebbe in modo definitivo l’ampia area tra via Titomanlio Manzella, via Marchese e via Pietro Dell’Ova. Un struttura dove verrebbero convogliate le risorse idriche della Timpa di Leucatia in due pozzi. Le acque raccolte servirebbero così a curare il verde nel vicino Parco Gioeni e in piazza Vicerè".

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