Cannabis, da Messina a Catania per l'olio: "Ho la sclerosi multipla"

Giuseppe Brancatelli, presidente dell'associazione BisTer, racconta il caso di una paziente che da mesi sostiene di ricevere beneficio dall'olio di cannabis, con la tecnica che lui usa per la madre. "Abbiamo chiesto all'assessorato regionale un incontro per la produzione in Sicilia"

Mentre una circolare ministeriale di ieri ha sostanzialmente legalizzato la produzione della cosiddetta cannabis legale (a basso contenuto di Thc), i pazienti che potrebbero trarre beneficio dai prodotti a base di cannabis terapeutica sono ancora in difficoltà. Come racconta a CataniaToday Giuseppe Brancatelli, l'ingegnere catanese presidente dell'associazione BisTer, la produzione autorizzata dall'unico stabilimento di Firenze, e l'importazione dall'estero (che raggiungono un totale di circa 450 kg) "non bastano se pensiamo che in Canada, con una popolazione di circa la metà rispetto all'Italia, ne usano 9mila kg". Tra questi casi rientra anche quello di Loredana Gullotta, una signora di 52 anni che da 13 è ammalata di sclerosi multipla.

"La signora ha inizialmente provato la cannabis dopo una prescrizione all'ospedale di Messina, ma era molto costosa ed è finita subito - racconta Brancatelli - Per questo motivo si è rivolta al mercato nero, avendo comunque dei benifici"."Ogni tanto, in questi mesi, Loredana è venuta da me a Catania per imparare la preparazione galenica in olio d'oliva che io uso per mia madre ammalata di Alzheimer e che si ricava dall'infiorescenza". 

"Dopo i nostri incontri - racconta ancora l'ingegnere - ho suggerito alla signora di recarsi a Ragusa, dove c'è l'unica farmacista in Sicilia che produce e prescrive farmaci di questo genere. Tuttavia, dopo essere arrivata lì, la dottoressa le ha detto di doverle prima prescrivere tutti gli altri farmaci, prima di arrivare a darle quelli a base di cannabis". 

"E' chiaramente una situazione imbarazzante, sotto ogni punto di vista - denuncia Brancatelli - esiste una legge ma non viene sostanzialmente applicata ed i pazienti, spesso gravemente ammalati come la signora, devono sostenere costi e spostamenti a volte impossibili, pur di avere dosi infime di farmaci utili per il miglioramento delle loro condizioni di vita".

Per questo motivo, in questi mesi, Brancatelli e gli altri membri di BisTer hanno organizzato e continueranno a realizzare momenti di disobbedienza civile in cui verranno ceduti pubblicamente prodotti e infiorescenze di cannabis. "Aspetto di essere denunciato e spero di andare a processo - conclude l'ingegnere - questa è una battaglia di civiltà che merita di avere l'attenzione di un giudice e, in generale, di tutta l'opinione pubblica. Non si tratta di stupefacenti, ma di farmaci conosciuti da secoli, oggi ancora inaccessibili". 

In questo momento, inoltre, l'associazione sta chiedendo all'assessore regionale alla Sanità Ruggero Razza e al presidente della Regione di iniziare un percorso legislativo per poter produrre cannabis terapeutica in Sicilia. "Sarebbe perfetto e siamo fiduciosi - conclude Brancatelli - abbiamo la terra e le condizioni climatiche per farlo, e darebbe una mano ai tanti malati che ne hanno bisogno". 

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